domenica 4 aprile 2021
venerdì 26 marzo 2021
La Juventus dei nove scudetti (stagione 2019/2020)
Questa' è la stagione del cambio in panchina, Andrea Agnelli probabilmente convinto dalla coppia Paratici /Nedved decide di porre fine al lungo corso di Allegri, in verita' una buona parte l'hanno fatta i cosidetti amanti del bel giuoco, un nutrito gruppo di juventini che non ne potevano piu' del gioco proposto dal buon Max che alle belle trame, al pressing preferiva la concretezza, la fisicita' e soprattutto portare a casa il risultato e i titoli, purtroppo a qualcuno questo non bastava e i media giu' a far da cassa di risonanza come sempre accade in queste occasioni ed insieme al braccio destro e a quello sinistro di Andrea Agnelli hanno i primi concorso gli altri deciso per ingaggiare Sarri , fra le mille proteste del tifo juventino memore dei trascorsi di quando allenava il Napoli, fra diti medi pre partita e dichiarazioni polemiche sulla vittoria dello scudetto bianconero a discapito del Napoli che in quel momento allenava e gli fece perdere in albergo.... Il gioco della juve a detta di molti continua ad essere brutto nonostante in qualche partita , tipo con i prescritti a Milano, si abbia il possesso palla per quasi tutti i novanta minuti stile Barcellona , non mancano i momenti di difficolta' per Sarri e arrivano sia da CR7 che da alcuni atteggiamenti decisamente non in linea con lo stile Juve. ma e' Ronaldo con le sue occhiatacce e in alcuni casi parolacce a dargli il benservito, Ronaldo che come risaputo mal digerisce le sostituzioni a maggior ragione se a farle e' uno che a differenza sua nel suo albo d'oro puo' vantare semplicemente un'Europa League
La stagione 2019/2020 sara' pero' quella del Covid, il campionato verra' sospeso il 10 marzo in seguito alla pandemia e al lockdown nazionale che durera' qualche mese e il 20 giungo riprendera' con nuove regole fra cui le 5 sostituzioni, regola che dura tuttora visto che la pandemia e l'emergenza continua sia pur a step alternati ...
Il girone di andata si chiude con la Juventus che batte la Roma e, approfittando del pareggio dell'Inter contro l'Atalanta, si laurea campione d'inverno, nel girone di ritorno si assiste ad un Milan totalmente diverso da quello che avevamo lasciato prima della sospensione e con un radicale calo di prestazioni sia della Juve che dell'Inter , ma da quel momento in poi con gli stadi a porte chiuse e la convivenza forzata con tamponi , positivita' e quarantene che coinvolgono tutte le squadre non sara' piu' calcio vero, la Juventus viene eliminata in maniera imbarazzante da un Lione molto piu' debole e per l'ennesimo anno dovra' abdicare dalla Champions league, in un modo o nell'altro comunque sia grazie ai due fuoriclasse che ha la fortuna di avere in squadra, Ronaldo e Dybala respinge ogni assalto dell'Inter e vince il suo nono scudetto di fila, un record che nessuno ha mai raggiunto e del quale bisogna esserne sempre orgogliosi anche se in questa che e' la stagione 2020/ 21, nella quale potevamo aggiungere la candelina sulla torta del decimo scudetto è andata male non dobbiamo mai e in nessun caso criticare quei giocatori , quella Juve della quale saro' sempre fiero e lo stesso dovete farlo voi se siete veri gobbi .
sabato 20 marzo 2021
La Juventus dei nove scudetti (stagione 2018/2019)
Questo è l'anno dell'arrivo di Cristiano Ronaldo, forse il piu' grande giocatore mai arrivato alla Juventus , inevitabile legare quest'anno a CR7 il nome con cui lo chiamano da sempre tutti i tifosi, il 7 il numero di maglia che indossa CR le iniziali, da Alessandro Matri con cui aprimmo la scia a Cristiano Ronaldo quasi a segnare un percorso che parte dal post Calciopoli con la promozione in serie A dopo una retrocessione che non vale nemmeno la pena di commentare , terza, settima e ancora settima poi il filotto di scudetti che ci portano fino al suo arrivo in maglia bianconera dopo aver vinto tutto nel Manchester e nel Real , la ciliegina sulla torta di un periodo fantastico che nessuno avrebbe ipotizzato cosi fantastico dopo appunto esser stati mandati in serie B, ma noi siamo la Juve, gli altri sono un'altra cosa ....
Questo scudetto è stato vinto senza mai essere stati impensieriti da nessuno, una superiorita' schiacciante, oltre a Ronaldo a rinforzare la rosa arriveranno Mattia Perin, Cancelo, Spinazzola, Emre Can e rientreranno Leonardo Bonucci dopo l'esperienza nefasta al Milan oltre all'arrivo di Caceres a gennaio, fra le cessioni Buffon che dopo un'iniziale intenzione di lasciare il calcio spinto probabilmente dalla D'Amico oltre che dalla poca voglia di sedersi dietro una scrivania della Continassa decide di andare a Parigi nelle fila del PSG mentre Higuain in rotta con Allegri viene mandato al Milan forse troppo frettolosamente, Lichtsteiner all'Arsenal e Asamoah all'Inter.
In panchina c'e' sempre Allegri, sara' anche l'anno di Douglas Costa che entrava e spaccava le partite, dei problemi di Mandzukic e Bernardeschi , l'inizio è in salita per Cristiano, non fa gol, iniziano a rumoreggiare i vari critici televisivi sempre pronti ad azzannarci al minimo problemino, lo fara' alla quarta giornata allo Stadium contro il Sassuolo e timbrera' il cartellino due volte quel pomeriggio, Dybala si inceppa, molti dicono che non sia il partner ideale per CR7 e di fatti Allegri lo trasformera' presto in tuttocampista , a svariare per il campo e purtroppo per Paulo a segnare soltanto 5 reti, forse uno dei pochi errori di Max Allegri al quale tuttavia va il mio e credo il ringraziamento di tutti per quello che ci ha fatto vincere .
domenica 31 gennaio 2021
domenica 27 dicembre 2020
giovedì 24 dicembre 2020
La Juventus dei nove scudetti (stagione 2017/2018)
E' l'anno del VAR, strumento voluto da molti ma ritenuto deleterio per il calcio da altri, discrezionalita' nel suo utilizzo da parte degli arbitri o del Var stesso lo rendono uno strumento secondo me anacronistico e del tutto inadatto ad uno sport fondato sull'attimo e perche' no sulle polemiche del dopo, ma questa è una mia personalissima opininione .
La stagione inizia con un'appassionante duello Juventus Napoli fra i primi posti in classifica, lotta che durera' fino a poche giornate dal termine con la sconfitta del Napoli a Firenze e le numerose polemiche scatenate da Sarri e dalla societa' partenopea, noi al contrario vinciamo a San Siro con l'Inter e mettiamo una pietra tombale sul campionato, sul settimo scudetto consecutivo vinto., una stagione memorabile che si chiudera' con l'addio di Gigi Buffon a 40 anni che inizialmente lascia intendere di volersi ritirare ma che successivamente decidera' di provare l'esperienza parigina col PSG , per lui 10 scudetti (*l'undicesimo arrivera' nella stagione 2019/2020 lo scorso anno) , la vittoria del campionato di B dopo quell'anno maledetto, 6 supercoppe italiane, 5 coppe Italia con la Juventus e 1 coppa Uefa col Parma , diciamo subito che avrebbe meritato molto molto di piu' e mi fermo qui ma e' ovvio pensare alla coppa dalle grandi orecchie e al pallone d'oro che nel 2006 avrebbe senz'altro meritato.
E' anche l'anno del passaggio di Bonucci al Milan e degli arrivi di Bernardeschi , De Sciglio e Douglas Costa , il brasiliano arriva dal Bayern dove non trova spazio nonostante la sua bravura, in Italia quando gioca e' letale sulla fascia , purtroppo non trovera' fortuna per i suoi molteplici infortuni ma parliamo di un fenomeno, di un autentico top player , prende palla brucia l'avversario con uno scatto da centometrista , crea sconpiglio nelle difese avversarie, spacca la partita, pallone sempre incollato al piede e non perde mai di lucidita' durante la corsa, uno dei rimpianti maggiori che avremo per via degli infortuni.....
Uno dei momenti topici della stagione per me e' stata la vittoria a Napoli con gol del Pipita fischiatissimo dai napoletani che dopo il gol va sotto la tribuna e zittisce De Laurentis, il momento peggiore forse la sconfitta a Torino sempre contro il Napoli , gol di Koulibaly al 90' che avvicina i partenopei a -1 in classifica , una scia tremenda che faceva pensare le peggiori cose e i piu' foschi scenari per noi, ma ecco che la testa matta di chi non è abituato a vincere ma è piu' bravo a chiacchierare decide le sorti dello scudetto e i ciucci crollano miseramente a Firenze dando poi la colpa all'arbitro di Inter Juve che a loro dire non butta fuori Pianic regalandoci la vittoria, quindi deprimendone l'ambiente in quel famoso albergo davanti alla televisione, il giorno prima di Fiorentina Napoli, luogo reale in cui sempre a loro dire perdono quel campionato .
giovedì 17 dicembre 2020
Addio a Giovanni Sacco , ex bianconero dellla Juventus anni Sessanta
Terribile notizia per gli astigiani e gli appassionati di sport. E’ scomparso questa mattina, giovedì 17 dicembre, Giovanni Sacco, nativo di San Damiano d’Asti, ex calciatore della Juventus e dirigente dell’Asti Calcio. Classe 1943, era stato centrocampista della Juventus, totalizzando 138 presenze in Serie A. Aveva poi giocato con le maglie dell’Atalanta e Lazio, in Serie A e B, e nella Reggiana, in Serie B. Conclusa la carriera da atleta con l’Asti in Serie D, sotto la guida di Nattino. Da allenatore, oltre ad aver guidato i galletti in prima squadra e nella Berretti, aveva portato in Serie C2 l’Imperia e la Pro Vercelli, guidando anche Savona, Pinerolo, Casale e Aosta. I più giovani lo ricordano certamente quale dirigente e uomo mercato dell’Asti in Eccellenza, in stretta collaborazione con la triade composta da Piacenza, Turello e Chiesa. Lascia i due figli Vincenzo e Marcella, i quattro amati nipotini e i fratelli Aldo, Luigi e Mario, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti. (fonte lanuovaprovincia)
giovedì 10 dicembre 2020
" con Pablito el goleador.... Son tutti figli di Bearzot, aha. Son tutti figli di Bearzot, aha . Da Da Da...... "
Ieri notte è venuta a mancare una leggenda del calcio Italiano e della nostra Juventus, è morto Paolo Rossi, francamente io non riesco a crederci neppure ora , certi eroi specialmente quando conservano non solo nell’immaginario collettivo ma anche nella realta’ lo stesso aspetto giovanile di un tempo diventano quasi immortali e forse anche perche’ li vedi con gli occhi del ragazzino che eri rimangono quasi identici ad allora, quasi inattaccabili dai segni del tempo esattamente come io me lo ricordavo negli anni ottanta, lo stesso Pablito del Mundial di Spagna e di quella formidabile nazionale guidata da Bearzot che tanto mi fece godere quella magnifica estate dell'82.
Pablito, lo si ricorda principalmente per le sue prodezze e per i suoi gol al Mondiale 1982 dove, oltre a vincerlo, si aggiudicò anche il titolo di capocannoniere e nello stesso anno vinse anche il Pallone d’oro (terzo italiano ad aggiudicarselo) Rossi occupa fra l'altro la 42esima posizione nella speciale classifica dei migliori calciatori del ventesimo secolo pubblicata dalla rivista World Soccer.
Nel 2004 è stato inserito nel FIFA 100, una lista dei 125 più grandi giocatori viventi, selezionata da Pelé e dalla FIFA in occasione del centenario della federazione, è risultato 12º nell‘UEFA Golden Jubilee Poll, un sondaggio online condotto dalla UEFA per celebrare i migliori calciatori d’Europa dei cinquant’anni precedenti. Insieme a Baggio e Vieri detiene il record italiano di marcature nei Mondiali a quota 9 gol, ed è stato il primo giocatore (eguagliato dal solo Ronaldo) ad aver vinto nello stesso anno il Mondiale, il titolo di capocannoniere di quest’ultima competizione e il Pallone d’oro.
Pablito nacque a Santa Lucia di Prato il 23 settembre 1956 e approdo' al calcio professionistico giocando nel ruolo di ala destra con la Juventus; dopo aver subito tre operazioni al menisco passo' in prestito al Como. La svolta della carriera avvenne con il trasferimento in comproprietà al Lanerossi Vicenza; qui l’allenatore Fabbri scopre le sue potenzialità di attaccante veloce e tecnico; Rossi è abilissimo negli spazi stretti dell’area di rigore e dotato di una grande intuizione per il gol, qualità che proprio in suo onore venne battezzata come “fiuto del gol”.
Nella stagione 1976-1977 Paolo Rossi trascina il Vicenza alla promozione in Serie A; nella stagione seguente è protagonista con la sua squadra di un inaspettato secondo posto nel massimo campionato. Vince il titolo di capocannoniere con 24 reti segnate e viene selezionato a furor di popolo dal Commissario Tecnico della Nazionale Enzo Bearzot, per far parte della spedizione ai mondiali argentini del 1978, dove dimostrerà di essere una delle rivelazioni del torneo.
Il Lanerossi Vicenza e la Juventus non trovano un accordo sulla proprietà del calciatore e devono ricorrere al sistema della buste. La notizia sembra clamorosa: la proprietà passa alla squadra vicentina che offre circa 2.7 miliardi di lire. In quel momento Paolo Rossi è il giocatore di maggior valore del calcio italiano. L’anno successivo il Vicenza retrocede in serie B; nella stagione 1979-80 Rossi passa in prestito al Perugia. Qui la sua immagine viene macchiata nello scandalo del calcio scomesse e squalificato per tre anni. Il ricorso in appello ridurrà la pena a due anni.
La squalifica termina proprio in vista del mondiale di Spagna 1982. La sua convocazione desta scalpore nell’opinione pubblica. Nelle prime partite Paolo Rossi è in ombra, come del resto tutta la squadra. Solo nelle fasi finali, come anticipato, Rossi si dimostra assoluto protagonista: segna 3 goal contro il Brasile, 2 reti in semifinale contro la Polonia e una storica rete in finale contro la Germania. È lui il capocannoniere del torneo planetario. Questo straordinario risultato gli vale il soprannome di “Pablito”.
Rossi pensò di lasciare il paese a seguito della squalifica: «Provavo disgusto per il calcio. Ho pensato di andar via dall'Italia, di smettere. Dissi: "Non mi vedrete più in nazionale". Mi diedi all'abbigliamento sportivo, con Thoeni. Le cose peggiori? Il sospetto della gente, quegli sguardi... e le notti del sabato, sapendo che al risveglio non c'erano partite ad aspettarmi». Sandro Mazzola, all'epoca dirigente dell'Inter, si interessò subito a lui, ma all'ultimo momento si tirò indietro. Boniperti ritornò a interessarsi al giocatore e riuscì, stavolta, a portarlo con sé in bianconero, nonostante i dodici mesi di squalifica ancora da scontare. Rossi ricordò così la fiducia del presidente della Juventus: «Boniperti mi chiamò: "Verrai con noi in ritiro, ti allenerai con gli altri, anzi più degli altri". Mi sono sentito di nuovo calciatore. La lettera di convocazione adesso farebbe ridere. Diceva di presentarsi con i capelli corti, indicava cosa mangiare e cosa bere. Boniperti era un mago in queste cose. Quando arrivai mi disse: "Paolo, se ti sposi è meglio, così sei più tranquillo". Mi sono sposato a settembre. L'avrei fatto lo stesso, diciamo che sono stato un po' spinto. Comunque devo ringraziare lui, Trapattoni e Bearzot».
Rossi con la maglia della Juventus il 2 maggio 1982, di nuovo in campo dopo la fine della squalifica.
Frattanto, in questo periodo di forzata lontananza dal calcio italiano, per Rossi parve profilarsi la possibilità di un approdo nel soccer nordamericano. Sul finire del 1980 scese infatti in campo con i Buffalo Stallions, franchigia statunitense allenata da Adolfo Gori, per un'amichevole preparatoria al locale campionato indoor.
La pena relativa al Totonero terminò nell'aprile 1982, sicché Rossi fece in tempo a giocare le ultime tre partite di campionato con la Juve realizzando anche un gol all'Udinese e conquistando così lo scudetto, il 20º nella storia del club torinese.
Il suo ritorno fu commentato così dal giocatore: «Non ricordavo più l'emozione di una partita vera. Due anni di silenzio mi hanno maturato. Proprio in questo momento mi dico: non c'è solo il calcio». Alla fine dell'anno solare, dopo aver vinto il Mondiale di cui fu anche capocannoniere, Rossi fu insignito del Pallone d'oro, terzo italiano a riuscirci dopo Gianni Rivera e Omar Sívori. In quell'anno si recò da Boniperti per farsi rinnovare il contratto: a proposito della necessità di allevare i figli, Rossi chiese al presidente di aumentargli lo stipendio e a questa frase Boniperti si infuriò con il giocatore, rifiutandosi di firmargli il contratto; alla contestazione di Rossi si unirono anche i compagni Tardelli e Gentile, motivo per cui, dopo qualche anno, Boniperti deciderà di cederli a loro volta.
Lasciato il calcio Paolo Rossi rimane a Vicenza dove inizia un’attività di imprenditore edile, in società con l’ex compagno di squadra Giancarlo Salvi. Nel 2002, a vent’anni di distanza dal campionato mondiale che l’ha consegnato alla storia, Paolo Rossi pubblica la sua biografia dal titolo Ho fatto piangere il Brasile.
Ci sono due matrimoni e tre figli nella vita privata dell’ex attaccante azzurro: dalle nozze con Simonetta Rizzato, è nato il primogenito Alessandro. Dopo il divorzio dalla prima moglie, Rossi si è sposato con la giornalista Federica Cappelletti (nel 2010). La coppia ha avuto due figlie: Maria Vittoria e Sofia Elena.
giovedì 26 novembre 2020
26 novembre 1996 - 26 novembre 2020 nel ricordo di una squadra mitica che ci porto' sul tetto del mondo
Oggi si celebra una ricorrenza che a molti sara' sfuggita "un ricordo indelebile, uno dei più belli di tutta la mia carriera" dice Del Piero , la magica notte della finale di Coppa Intercontinentale contro il River Plate decisa da un suo gol, a 24 anni di distanza. Oggi è una giornata speciale, ricordando quel 26 novembre 1996, quando quella squadra fantastica salì sul tetto del mondo. "Quando si parla di gol importanti della mia carriera, cito sempre quello di Tokyo ai primi posti dice sempre Alex".
domenica 15 novembre 2020
La Juventus dei nove scudetti (stagione 2016/2017)
Stagione caratterizzata dall'esordio di alcuni giovani promettenti in serie A , un nome fra tutti Moise Kean vero fenomeno delle giovanili bianconere che a 16 anni debutta nella prima squadra, è un Juventus Pescara di un freddo novembre torinese, Kean è nato a Vercelli da genitori ivoriani , la Juventus campione uscente e non e' una novita', prende subito la vetta della classifica con l'Inter alle sue spalle , un 'Inter per la verita' che stenta e non poco tant'e' che De Boer neo allenatore subentrato a Mancini viene esonerato in malo modo sostituito da Pioli, la Juventus diventa campione d'interno con il record di 38 partite consecutive senza pareggi , sequenza che si interrompera' a marzo con l'1-1 in casa dell'Udinese , dietro di noi Roma e Napoli e a seguire le altre , il campionato terminera' con noi in testa per il sesto scudetto di fila con 4 punti di vantaggio sulla Roma e 5 sul Napoli un successo mai in discussione comunque, sembra ed è un campionato senza concorrenza e anche in Champions diciamo la nostra salvo poi impantanarci come sempre in finale , questa volta contro il Real Madrid eppure le cessioni sono state eccellenti, l'addio di Pogba' tornato allo United per 105 milioni di euro, il ritorno al Real di Morata che era in prestito, ma eccellenti furono anche gli arrivi , Dani Alves , Benatia, Pjanic, Higuain e Pjaca .
L'acquisto clamoroso fu' proprio il Pipita, forse molti non sanno che Gonzalo è nato in Francia e solo dopo il ritorno della famiglia in Argentina (suo padre termino' la carriera di calciatore in Francia) comincio ' di fatto la sua carriera fra le fila del River Plate , nel 2007 lo acquista il Real Madrid e li comincia un periodo d'oro per lui , nel grande Real al fianco di Ronaldo segna valanghe di gol che fara' anche a Napoli preso non si sa come da De Laurentis , un vero colpo per i partenopei arrivare ad un giocatore cosi' ma i problemi col presidente ben presto vengono a galla , un presidente che non è mai stato molto generoso coi suoi campioni va da se' che pur pagandolo poco De Laurentis gli mettera' una clausola da 90 milioni di euro e il giorno dell'incasso non tardera' ad arrivare per il pittoresco regista di cinepanettoni, saremo proprio noi a dargli quei 90 milioni , ricordo ancora oggi il giorno dell'acquisto di Higuain, era un sabato mattina e onestamente non stavo nella pelle, la Juventus non aveva mai tirato fuori tanti soldi per un giocatore... Centravanti letale che non disdegna gli assist ai compagni di squadra che grazie a lui e ai difensori che regolarmente si porta a spasso aumentarono considerevolmente il loro bottino di reti anche se questo non lo sottolinea mai nessuno....
Il punto debole del Pipita, se vogliamo trovarne uno è il carattere, un po' troppo emotivo e propenso alle litigate in campo ma anche ad esternare la gioia dopo un gol sotto i propri tifosi, attitudine che lo ha fatto diventare uno degli idoli della curva fin da subito!
















































