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lunedì 27 maggio 2019

Sampdoria-Juventus 2-0

Ultimo impegno stagionale ed era ora aggiungo io,  ormai e' un mese che i nostri giocatori sono in ferie , mentalmente e fisicamente,  vuoi per lo scudetto vinto ufficialmente un mese fa anche se di fatto lo e' da almeno 6 mesi , vuoi per la preparazione fisica che come di consueto ci ha visti con le pile scariche gia' da marzo quando bisognerebbe essere al top della forma per centrare gli obiettivi o almeno provarci,  ma come sappiamo il prossimo anno la panchina sara' affidata a qualcun'altro  e bisognera' vedere cosa cambiera' in tal senso ammesso cambi qualcosa ,  ma il nostro giudizio su Max Allegri non cambiera' per questo,  quello che ci ha fatto vincere e ' sotto gli occhi di tutti inoltre lo stile, la persona ci impongono di mantenere sempre e comunque sia un livello di rispetto e lucidita' di un certo tipo quando si tratta di dare giudizi sul suo operato , quello che chiedo al suo successore e' cercare di correggere gli errori che si sono fatti quest'anno perche' di errori ce ne sono stati , negarlo non significherebbe portare rispetto ad Allegri bensi' negare l'evidenza e ricommettere gli stessi sbagli il prossimo anno ,  ma la Juve questo non puo' permetterselo , gli anni di transizione si fanno quando e' inevitabile nostro malgrado farlo, ma non siamo esattamente in quella situazione anzi, la squadra , almeno l'ossatura c'e' anche se in alcuni reparti l'eta' avanza e bisogna ringiovanire , e' necessario rattoppare quei reparti in cui siamo carenti vuoi per il discorso eta' vuoi per mancanze strutturali mai davvero colmate , mi riferisco al centrocampo , ma non mi sembra il caso di parlare di anno di transizione , e' vero , probabilmente chi arriva ha quasi certamente  un metodo di lavoro , una mentalita' tattica , un tipo di gioco contrapposto a quello di Allegri , ma quando in squadra hai dei campioni ed e' il nostro caso , imparare i nuovi meccanismi non puo' e non deve essere un'impresa impossibile per cui cerchiamo di avere fiducia e di non fare del disfattismo a priori ....






Cronaca :   Dopo un pre-partita all'insegna della premiazione di Fabio Quagliarella come migliore attaccante del torneo da parte della Lega Serie A, un primo tempo che regala poche emozioni. La Juve ci prova dalla distanza per due volte al 15' e al 30': in entrambi i casi la mira di Bentancur è sballata. Al 34' tentativo della Samp con Quagliarella in acrobazia, pallone a lato. Al 38' Dybala a pochi passi dalla porta avversaria non sfrutta l'assist di Kean e manda alto, mentre sul finire della frazione è la squadra di casa a rendersi pericolosa: al 44' tiro a giro di Ramirez, pallone sul fondo. Si va al riposo sullo 0-0.
Nella ripresa la Juve tenta la via del gol in avvio con Kean e Pereira, ma senza fortuna. I ritmi calano e ad eccezione dell'infortunio di Can al 59' (nell'occasione esordio in Serie A di Portanova, seguito al 75' dall'altro giovane Nicolussi Caviglia) non si vivono emozioni degne di nota fino al 78' quando Quagliarella impegna Pinsoglio che blocca a terra. Al minuto 80 gol annullato alla Juve per fuorigioco millimetrico di Kean, due minuti dopo rovesciata spettacolare del blucerchiato Vieira che finisce sul fondo. Il match si sblocca al minuto 84: Defrel conclude velenosamente verso la porta e beffa Pinsoglio per l'1-0. Al 91' il raddoppia di Caprari che chiude definitivamente i giochi con un gran gol su punizione. (fonte Torino sportiva)

Tabellino:

SAMPDORIA (4-3-1-2): Rafael; Bereszynski, Ferrari, Colley, Sala; Praet, Barreto (24'st Vieira), Linetty; Ramirez (12'st Caprari); Defrel, Quagliarella (33'st Gabbiadini).
A DISPOSIZIONE: Audero, Belec, Sau, Andersen, Tonelli, Ekdal, Jankto, Junior Tavares, Saponara.
ALLENATORE: Marco Giampaolo.

JUVENTUS (4-3-3): Pinsoglio; Caceres, Rugani, Chiellini (20'st Bonucci), De Sciglio; Cuadrado, Bentancur, Can (13'st Portanova), Dybala, Kean, Pereira (30'st Nicolussi).
A DISPOSIZIONE: Szczęsny, Del Favero, Spinazzola, Pjanic, Barzagli.
ALLENATORE: Massimiliano Allegri.

RETI: 39'st Defrel (S), 45'st Caprari (S).


lunedì 20 maggio 2019

JUVENTUS - ATALANTA 1-1




Si chiude il sipario,  ovviamente ci si riferisce alle partite in casa per la stagione in corso dovendo chiudere quello si  la stagione 2018/2019 a Marassi domenica prossima alle h 18:00 ,  quella di ieri per noi era una partita inutile ai fini della classifica ma anche per altri discorsi ,  le somme credo siano gia' state tirate , si e' cominciato col cambio di allenatore e penso anche sulle eventuali cessioni che presto confermeranno dalla societa' ,  una riflessione la voglio fare sul cambio di guida tecnica,  chi ha visto e sentito la conferenza stampa di addio ad Allegri avra' notato che non sono state chiarite le ragioni di questo divorzio consensuale e all'apparenza di comune accordo fra le parti , si e' notata una grande commozione sia da parte di Max che da parte di Andrea Agnelli, segno che i motivi non erano certo legati ad  incompatibilita' caratteriali anzi,  negli ambienti si vocifera di screzi fra Nedved e Paratici con Allegri, screzi legati al prossimo mercato ma anche a differenti vedute tecniche sul valore di questa squadra  ovviamente enfatizzate dalla recente debacle di Champions che ha ingigantito ogni crepa e malumore ,  io credo che questa sia la vera ragione di quello che e' accaduto scorsa settimana,  non giudico se sia meglio o peggio interrompere il rapporto di collaborazione con il mister, di certo gli errori ci sono stati anche da parte sua e non parlo di bel gioco bensi' di preparazione fisica , ancora prima che di mentalita' vincente ,  tuttavia stiamo parlando pur sempre di quacuno che ha vinto 5 scudetti di fila , 4 coppe Italia e 2 supercoppe ,  un po' piu' di rispetto ci sarebbe voluto e non solo dalla societa' che fino a un mese fa' sembrava optare per il prolungamento,  ma soprattutto da parte dei tifosi , quelli che non lo hanno mai potuto sopportare , quelli che volevano il gioco propositivo , forse incantati dalle teorie di  Lele Adani o delle imprese memorabili di Guardiola al Barca dove ci si dimentica troppo spesso dei giocatori che allenava infatti al City per carita' belle trame di gioco , grandi giocatori ma zero Champions ,   un po' come accadde al Bayern .... Fra dieci o vent'anni la gente guardera' l'albo d'oro e leggera'  i titoli di Allegri non se hai giocato bene o male ,  ma probabilmente questi amanti del bel calcio adesso saranno contenti e spenderanno con piu' buonumore i 600 euro di abbonamento in curva  o gli oltre 1000 euro per le tribune ....







Cronaca :   Le premesse per una serata speciale da vivere all'Allianz Stadium c'erano tutte e sono state rispettate. Nel giorno di Juventus-Atalanta, lo stadio bianconero ha celebrato l'ottavo Scudetto consecutivo assistendo all'1-1 contro gli orobici e, soprattutto, salutando Massimiliano Allegri. Dopo l'ufficializzazione della separazione tra il tecnico e la Vecchia Signora, la serata di festa culminata con la premiazione per la vittoria del tricolore è stata ulteriormente arricchita dalle emozioni relative ad un addio importante come quello dell'allenatore livornese: cori e striscioni dei tifosi hanno infatti omaggiato il mister livornese giunto al passo d'addio dopo cinque stagioni.

Ma il menù del giorno, che ha visto un'Atalanta decisamente più motivata a conquistare punti pesanti per la corsa alla Champions League (la squadra dell'ex Gasperini è passata in vantaggio nella prima frazione grazie a Ilicic, di Mandzukic nel finale il pareggio juventino) non ha offerto solamente quanto già citato sopra: c'è stato spazio anche per un altro addio e per un paio di ulteriori premiazioni. Ad aprire le danze è stato Cristiano Ronaldo che prima del fischio d'inizio ha ricevuto il premio come MVP della stagione 2018/2019 direttamente dal presidente della Lega Serie A, Gaetano Miccichè. A seguire, nell'intervallo, le ragazze della Juventus Women sono state premiate dal presidente della FIGC, Gabriele Gravina, con il trofeo che celebra la vittoria dello scudetto 2018/2019 (vinto in una stagione trionfale che ha visto anche il successo in Coppa Italia).

E l'addio? Nel clima di festa non è mancato inoltre l'emozionante omaggio per l'ultima gara casalinga di Andrea Barzagli: l'esperto difensore a fine stagione lascerà il calcio giocato entrando verosimilmente nello staff tecnico del prossimo mister juventino. Per lui, uno dei grandi protagonisti del ciclo di vittorie iniziato ormai 8 stagioni fa, il degno tributo del popolo juventino con la standing ovation al momento della sua uscita dal campo giunta al 61' (per l'occasione presente anche Gigi Buffon, che del numero 15 è stato compagno di tante avventure).  Sempre a proposito di addii, da segnalare lo striscione della curva bianconera per Daniele De Rossi che lascerà la Roma: un pensiero, dunque, anche per un avversario che ha sempre rispettato la Vecchia Signora. A chiudere la notte speciale, contraddistinta dai suggestivi giochi di luce ormai una costante delle gare in notturna allo Stadium, la premiazione dei campioni d'Italia con capitan Chiellini che ha alzato al cielo di Torino la coppa dello Scudetto 2018-2019.

Nel prossimo fine settimana la trasferta in casa della Sampdoria, dopodiché non resterà che il tempo per capire quale sarà il prossimo condottiero che dovrà spingere ancora più in alto i campioni d'Italia. Una sola la certezza: fare meglio di chi c'è stato fino ad oggi non sarà una passeggiata. (fonte Torino sportiva)


 Tabellino:

JUVENTUS (4-3-3): Szczęsny; Cancelo, Bonucci, Barzagli (16' st Mandzukic), Alex Sandro (1' st Bernardeschi); Can, Pjanic, Matuidi (40' st Kean); Cuadrado, Dybala, Ronaldo.
A DISPOSIZIONE: Pinsoglio, Del Favero, De Sciglio, Chiellini, Caceres, Rugani, Bentancur, Spinazzola, Nicolussi.
ALLENATORE: Massimiliano Allegri.


ATALANTA (3-4-1-2): Gollini; Hateboer, Djimsiti, Masiello; Castagne, de Roon, Freuler, Gosens (17' st Mancini); Gomez (29' st Pasalic), Ilicic (33' st Barrow), Zapata.
A DISPOSIZIONE: Berisha, Rossi, Reca, Pessina.

ALLENATORE: Gian Piero Gasperini.
RETI: 33' pt Ilicic (A), 35' st Mandzukic (J).

ARBITRO: Gianluca Rocchi di Firenze.
AMMONITI: Alex Sandro, Matuidi, Ronaldo (J), Hateboer (A).
Espulso Bernardeschi per fallo violento al 47'st







lunedì 13 maggio 2019

ROMA - JUVENTUS 2-0

Dopo il derby e le ultime partite ,  anche Roma non tradisce le attese e racconta dell'ennesima scampagnata domenicale di una squadra ormai svuotata di ogni benche' minima ansia da prestazione per non parlare di voglia di onorare l'impegno,  ma cosa si vuole chiedere ancora ad una squadra che ha gia' vinto il campionato da un mese e che ha venti punti sulla seconda ?  Certo ,  da noi si aspetta ben altro lo sappiamo e lo sanno tutti tant'e' che ripeterlo e' quasi inutile e scontato , ma francamente io non me la sento di fare le pulci ad una squadra che ha fatto quello che ha fatto , per quanto riguarda il cammino in Europa ci sono cause che sarebbe semplicistico ridurre a casualita' o alla sfortuna che ci accompagna in quella competizione dagli anni settanta ,  ma quello lo si analizzera' a breve in approfondita analisi fra le parti,  e' in programma proprio un'incontro fra il mister Allegri e Andrea Agnelli questa settimana , dopo quella riunione capiremo verso che strada andremo ma a prescindere da cosa verra' deciso , non si puo' buttare il lavoro di un mister che ci ha fatto vincere 5 scudetti , 2 coppe Italia e raggiungere 2 finali di Champions,  peraltro con una rosa non all'altezza delle top d'Europa,  nemmeno quest'anno che c'era CR7 lo eravamo e chi dice il contrario e' in malafede ....  Certo si poteva e si doveva fare di piu' , quantomeno giocarsela ma bisognerebbe anche aprire gli occhi e guardarla in faccia la realta' che non e' quella dorata che vi fanno credere i giornali o le televisioni ad agosto , ma quella che riscontrate alla prova del campo , nei fatti ....  Per andare un'attimo sulla partita di ieri,  lasciatemi spezzare una lancia in favore di Cristiano Ronaldo,  oggi lo hanno attaccato perche' ha detto a Florenzi  che e' basso ,  un po' di spirito a volte non guasterebbe ....


Cronaca:  La Juventus cade all'Olimpico di Roma. Nel posticipo della 36esima giornata di Serie A, i bianconeri cedono il passo alla Roma di Claudio Ranieri al termine di una gara che aveva visto i campioni d'Italia protagonisti nel primo tempo e per buona parte del secondo. A decidere la sfida le reti di Florenzi e Dzeko nel finale della seconda frazione: rispettivamente al 79' e al 93' le reti che hanno fissato il punteggio sul 2-0 per la squadra capitolina.

I primi quarantacinque minuti si sono conclusi a reti inviolate, con gli ospiti più protagonisti rispetto ai padroni di casa. Tre buone chance non sfruttate dalla Vecchia Signora avrebbero potuto scrivere diversamente l'esito della prima parte di gara: al 7' Cuadrado sciupa facendosi ipnotizzare dal portiere avversario Mirante, mentre al 16' l'estremo difensore di casa (ex della partita) si ripete volando su una conclusione di Dybala. Il numero 10 argentino, inoltre, al 28' colpisce pure un palo. Al 18' è invece il romanista Pellegrini a centrare la traversa della porta difesa da un altro ex della sfida, Szczęsny.

Nel secondo tempo è la Juve a passare in vantaggio con Ronaldo al 64', ma la rete di CR7 viene annullata (giustamente) per fuorigioco. Nel finale del match i gol che decidono la sfida: al 79' combinazione Dzeko-Florenzi con quest'ultimo che si ritrova e a tu per tu con Szczęsny e lo supera con un tocco morbido (nell'occasione male Chiellini che sbaglia il disimpegno che avvia l'azione del gol avversario); al 93' la parola fine viene invece scritta da Dzeko al termine di un contropiede micidiale.
Esordio sfortunato, dunque, per la nuova e inedita maglia della Juventus, non più a strisce bianconere bensì con i colori divisi a metà e separati da una riga verticale rosa shocking. Un design discutibile che strizza l'occhio ai mercati esteri, ma che ha già scontentato più di un tifoso legato alla tradizione.


IL TABELLINO:

ROMA (4-3-3): Mirante; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Pellegrini (21'st Cristante), N'Zonzi, Zaniolo; Kluivert (33'st Under), Dzeko, El Shaarawy.
A DISPOSIZIONE: Coric, De Rossi, Fuzato, Jesus, Karsdorp, Marcano, Olsen, Pastore, Perotti, Schick.
Allenatore: Claudio Ranieri.


JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; De Sciglio (40'st Cancelo), Caceres, Chiellini, Spinazzola; Can, Pjanic (26'st Bentancur), Matuidi (39'st Alex Sandro); Cuadrado, Dybala, Ronaldo.
A DISPOSIZIONE: Barzagli, Bentancur, Del Favero, Kastanos, Nicolussi, Pereira, Pinsoglio.
ALLENATORE: Massimiliano Allegri.

RETI: 79' Florenzi (R), 90+3' Dzeko (R).ARBITRO: Davide Massa della sezione di Imperia.

AMMONITI: Dzeko, Kolarov (R); Can (J).







sabato 4 maggio 2019

Juventus – Torino 1-1

Quello di ieri lo considero un derby anomalo,  allo stadio non c'e' il pienone, i motivi sono sempre gli stessi cioe' i prezzi dei biglietti davvero allucinanti di per se poi se consideriamo anche il momento della stagione tutt'altro che entusiasmante con la vittoria dello scudetto gia' arrivata e la debacle in Champions avremo il quadro completo di una partita interessante solo per gli ultras delle due fazioni cittadine piuttosto che per i tifosi normali ,  una cosa che non riesco mai a capire e' se c'e' un motivo per il quale i granata non riescono mai a riempire il settore ospiti ma anche in questo caso mi auguro per loro sia solo il costo del biglietto anche perche' per loro questo derby forse era il piu' sentito degli ultimi dieci anni credo ...  Dicevamo larghi vuoti in curva sud come negli altri settori , coreografia semplice con un enorme tricolore al centro e uno striscione in ricordo dei caduti di Superga che personalmente ho trovato inopportuno e che non avrei esposto,  dalla parte loro  l'atteggiamento verso l'Heysel e' sempre stato a senso unico , ad ogni derby copiando i loro degni compari viola indossano sciarpe del Liverpool e cantano cori di scherno verso i nostro morti ,  non vedo perche' dargli rispetto visto che di rispetto dai granata ne e' arrivato sempre ben poco se non nulla ,  poi ci sono quelli che la vedono diversamente , affari loro , io la penso cosi' e  mi onoro di pensarla in questo modo con coerenza e dignita' ,  forse sarebbe meglio ignorarci a vicenda invece che evocare tragedie per offendersi o di farsi striscioni  strappa applausi sulla cui sincerita' nutro forti dubbi .
In campo la Juve non si e' vista fuorche' il solito indomabile Ronaldo che di perdere non ne vuole mai sapere, dovrebbero prenderlo un po' piu' come esempio in questo , soprattutto gente che non vale nemmeno un quarto di lui e che non ha vinto niente , invece di trotterellare per il campo manco fossero ad un'allenamento alla Continassa il martedi ...Loro vanno in vantaggio per un regalo di uno di quelli a cui mi riferivo pocanzi ma poi difendono il fortino con i denti e le unghie consci che un risultato positivo oggi vorrebbe dire tanto in vista di una qualificazione europea , la sud ieri ha fatto scena muta e ogni sforzo dei lanciacori del primo anello e' stato vano , forse sarebbe meglio autosospendersi tutti quanti se si continua su questo andazzo se non altro per rispetto verso la curva che era e per gli stessi gruppi ultras sui quali non smettero' mai di spendere parole di stima e di gratitudine per come stan cercando di portare avanti una mentalita' predicando nel deserto , quella e' la verita' .....





  






Uno dei derby più belli e spettacolari degli ultimi anni vede il Toro sfiorare l’impresa allo Stadium. Mazzari ha sognato a lungo il colpaccio, grazie alla rete firmata poco dopo il quarto d’ora da Lukic, complice un clamoroso errore di Pjanic.
A quel punto la Juve ha iniziato a caricare a testa bassa, con uno Spinazzola devasante sulla fascia e Ronaldo a caccia di un gol per inseguire il trono di re dei bomber. Sirigu è stato sempre un baluardo quasi insuperabile, Izzo un autentico ministro della difesa, Bremer (al debutto da titolare) non ha fatto rimpiangere Moretti, così il Toro è riuscito a rintuzzare a lungo le folate bianconere. Per un’ora di gara i granata hanno provato anche a ripartire, ma nel finale molti di loro non ne avevano più, ad iniziare dal generosissimo (ma poco lucido) Belotti, la Juventus ha avuto il merito di non togliere mai il pedale dall’acceleratore e grazie all’accoppiata Spinazzola-CR7 ha trovato l’1-1 quando ormai mancavano pochi più di cinque minuti alla fine.

Certo, Allegri aveva poco da pescare in panchina, altrimenti il fantasma di Cuadrado sarebbe stato sostituito molto prima, però i bianconeri hanno dimostrato di tenere al derby, non giocando con lo spirito vacanziero come qualcuno aveva vaticinato alla vigilia. La Juve conserva così l’imbattibilità casalinga in campionato, il Toro dice addio (forse) definitivamente al sogno Champions, ma resta assolutamente in corsa per l’Europa League. Un traguardo che meriterebbe, per quanto ha fatto vedere in questa stagione: non a caso, alla fine i giocatori sono andati a ricevere il meritato premio, con un lungo applauso sotto il settore ospiti colorato di granata.
Il 4 maggio e il 70esimo anniversario della tragedia degli Invincibili è stato onorato da questo Torino e anche dal pubblico bianconero, che dopo le tante polemiche del passato ha esposto uno striscione per rendere onore ai caduti di Superga, applaudito da tutto lo stadio in un clima da fair play inglese, quello che spesse volte manca in molti impianti del nostro calcio.

Cronaca. L’Allianz Stadium non presenta il consueto tutto esaurito, pur trattandosi di un derby, con la curva bianconera che presenta una bella coreografia al momento dell’ingresso delle squadre (“La Signora ha vinto ancora”, con un enorme tricolore a fare da sfondo), ma anche qualche insolito spazio vuoto. Il settore ospite, invece, è stracolmo, con una fetta della curva Maratona che si è trasferita nell casa bianconera, per l’occasione. Allegri sceglie il 4-4-3, con Bernardeschi e Kean al servizio di Cristiano Ronaldo, mentre Cuadrado è arrestrato sulla linea dei centrocampisti assieme a Pjanic e Matuidi; Mazzarri invece sceglie il brasiliano Bremer, al debutto da titolare, per sostituire lo squalificato Moretti in difesa, mentre sono Meité e Berenguer gli esterni che accompagnano il Gallo Belotti, con Baselli che parte in panchina a favore di Lukic, uno dei migliori domenica scorsa contro il Milan.



Primo tiro (altissimo) di Bernardeschi, al 6’ brividi per un contatto in area tra Sirigu e CR7, ma il portiere granata prende nettamente il pallone. All’11’ De Silvestri si invola bene sulla destra, ma sul suo cross Belotti non ci crede e tocca debolmente, sprecando da pochi passi una potenziale occasione. Al quarto d’ora, su una veloce ripartenza granata, Berenguer innesca il Gallo, che costringe Szczesny asalvarsi in corner. Passa un minuto e su una iniziativa di Kean la Juve potrebbe fare male, ma Izzo pulisce l’area, evitando guai per la sua retroguardia.

Al minuto 17 il derby si sblocca. Dormita di Pjanic al limite, Lukic è lesto ad approfittarne, rubando palla e infilando Szczesny sottomisura. Il settore ospiti, interamente colorato di granata, per qualche istante zittisce il resto dell’Allianz, che però potrebbe subito esultare per il pareggio, negato da Sirigu con una grande risposta sul tentativo di Matuidi. Poco dopo una sventola di Ronaldo da fuori sibila a fil di palo, mentre al 24’ un doppio intervento di Nkoulou dice di no a Kean, con CR7 che poco dopo spara in curva una conclusione potentissima.

Il tentativo di Berenguer al 32’ interrompe l’assedio bianconero, che poi riprende con un tentativo del solito Ronaldo, sul quale Sirigu si alunga bene. Nel finale di tempo il Toro ricomincia anche ad offendere e, dopo un paio di ripartenze chiuse male al momento dell’ultimo passaggio, al 42’ Ansaldi fe venire i brividi alla curva bianconera, che una sventola che finisce appena oltre la traversa. Si arriva alla pausa senza altri sussulti, mentre la ripresa inizia con un tiraccio altissimo di Cuadrado sugli svilippi di un calcio d’angolo interessante. Il Toro replica con un colpo di testa alto di Izzo su corner, mentre al 9’ è decisamente più pericoloso il tentativo aereo di Ronaldo, sempre su azione d’agolo, ma il portoghese non riesce a inquadrare la porta di Sirigu, dopo aver sovrastato i difensori granata in elevazione.

Al quarto d’ora Spinazzola, uno stantuffo inesauribile per la Juve sulla fascia, fa tutto bene, ne salta un paio e quando arriva al limite scarica un bel tiro che sibila a fil di palo, con Sirigu che appariva battuto. Un salvataggio alla disperata di Nkoulou risolve una situazione complicata in area granata, al 23’ Ronaldo cicca malamente al limite, quando era pronto ad esplodere un tiro di potenza, mentre poco dopo Cuadrado calcia di nuovo malissimo, sollevando le ire del pubblico bianconero. A metà del secondo tempo tutto lo stadio applaude la curva bianconera, che espone lo striscione “Onore ai caduti di Superga”, a chiudere tutte le polemiche su quanto di brutto era successo in alcuni derby del passato.

A 20 minuti dal 90’ Mazzarri opera il primo cambio, inserendo Baselli per Berenguer, per avere maggiore geometria in mezzo al campo e più freschezza nelle ripartenze. Al 32’ Sirigu abbassa la saracinesca sul tiro di Kean, un minuto dopo la Juve gioca la carta Pereira al posto del fantasma di Cuadrado, mentre Mazzarri risponde con l’ingresso di Ola Aina (al posto di Lukic), con l’ex esterno del Chelsea che subito si segnala per un bello spunto offensivo. A dieci minuti dalla fine Belotti prova la conclusione da fuori, al termine di un bel contropiede, ma il Gallo colpisce malissimo, spedendo lontanissimo dalla porta difesa da Szczesny. Dai e dai, alla fine la Juve sfonda sulla sinistra con Spinazzola, Ronaldo sale in cielo e di testa firma il pareggio che rianima lo Stadium in vista degli ultimi minuti.

Mazzarri rischia, mettendo dentro l’(applaudito)ex Zaza per De Silvestri a pochi istanti dal 90’, Orsato ordina cinque minti di recupero (e poi sbaglia, fischiando 1' prima, facendo poi mea culpa per far riprendere il gioco), Spinazzola è l’ultimo della Juve ad arrendersi, ma il risultato non cambia più. Finisce in pareggio, risultato giusto che permette alla Juve di mantenere l’imbattibilità interna in campionato allo Stadium e tiene il Toro in corsa per l’Europa.  (fonte Torino sportiva)

Tabellino:
Juventus (4-3-3): Szczesny; Cancelo, Bonucci, Chiellini, Spinazzola; Cuadrado (33’ st Pereira), Pjanic, Matuidi;  Bernardeschi (40’ st De Sciglio), Ronaldo, Kean. All. Allegri

Torino (3-4-2-1): Sirigu; Izzo, Nkoulou, Bremer; De Silvestri (43’ st Zaza), Lukic (33’ st Ola Aina), Rincon, Ansaldi; Meite, Berenguer (25’ st Baselli); Belotti. All. Mazzarri

Arbitro: Orsato di Schio
Reti: 17’ Lukic, 39’ st Ronaldo
Ammoniti: Matuidi, Rincon, Lukic, Bonucci, Bernardeschi, Bremer
Spettatori: 38.530 per un incasso di 2.273.374 Euro



domenica 28 aprile 2019

Inter-Juventus 1-1

Ormai sono tutte amichevoli,  non e' che sia il massimo dirlo anche se e' la realta' ma è cosi , nonostante questa premessa  e' altrettanto vero che la partita con i prescritti non puo' mai esserlo perche' con quelli bisogna vincere o almeno cercare di farlo,  quello che in ogni caso non va fatto mai con loro e' perdere, a prescindere dall'importanza o meno dei 3 punti ed è quello che si e' fatto ieri, dopo un primo tempo in cui si puo' dire, siamo scesi in campo pensando di essere alla Continassa ,  nella ripresa ci si e' ricordati di essere la Juve e di chi stavamo affrontando,  quei 2 scudetti tolti dalla FIGC  ma di fatto in bacheca per ogni vero gobbo che si rispetti gridano ancora vendetta e saranno sempre li a ricordarci perche' contro l'Inter non sara' mai una partita normale , peccato non sia arrivata la vittoria anche se nel finale ci siamo andati vicinissimi ma ripeto è di fondamentale importanza non aver perso,  sulla coreografia della loro curva evitiamo commenti per non risultare offensivi , ma si sa a forza di perdere si diventa patetici e si festeggiano solo le sconfitte degli altri perche' altro non rimane da festeggiare ,  adesso venerdi ci verranno a trovare, chissa' in quanti (cogliete l'ironia vi prego) i supporters della seconda squadra di Torino che verranno a festeggiare come i prescritti la vittoria dell'Ajax , è di vitale importanza farli piangere per l'ennesima volta , si spera per la loro abdicazione dalla lotta per l'Europa league , cosa che per loro e' quasi diventata un'abitudine consolidata ormai ....






La cronaca:   Un punto per uno che certifica probabilmente nel migliore dei modi l'andamento del sempre affascinante derby d'Italia. Termina infatti 1-1 la sfida tra Inter e Juventus svoltasi questa sera al "Meazza" di San Siro.
Meglio i nerazzurri nella prima frazione, chiusa 1-0 proprio in favore del team di Luciano Spalletti grazie alla rete firmata dopo appena 7 minuti da Nainggolan (con la complicità di Szczęsny). Juventus migliore nella seconda frazione, culminata con il 600esimo gol con le squadre di club firmato da Cristiano Ronaldo: una gran botta di sinistro, nata da un sontuoso colpo di tacco di Pjanic, che non ha lasciato scampo ad Handanovic.
Decisamente diversa la Vecchia Signora scesa in campo nei secondi quarantacinque minuti, una squadra apparsa più motivata e che nel finale ha pure sfiorato il colpaccio con il debuttante Matheus Pereira (talento dell'Under 23) che per non poco bagnava l'esordio tra i grandi con un gol dal valore non certo indifferente. Ma per quanto visto sul prato di San Siro, la vittoria juventina sarebbe stato forse troppo.
E allora un punto per uno, con l'Inter più vicina alla Champions League e la Juve imbattuta al cospetto di una storica rivale.   (fonte Torino sportiva)

Tabellino:

INTER (4-2-3-1): Handanovic; D'Ambrosio, de Vrij, Skriniar, Asamoah; Vecino, Brozovic; Politano (35' st Joao Mario), Nainggolan (30' st B. Valero), Perisic; Icardi (37' st Martinez).
A DISPOSIZIONE: Keita, Candreva, Cedric, Gagliardini, Miranda, Padelli, Ranocchia, Dalbert.
ALLENATORE: Luciano Spalletti.

JUVENTUS (4-4-2): Szczesny; Joao Cancelo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro (4' st Spinazzola); Cuadrado, Can, Pjanic, Matuidi (15' st Kean); Bernardeschi (41' st Pereira), Ronaldo.
A DISPOSIZIONE: Pinsoglio, Nicolussi Caviglia, Rugani, De Sciglio, Barzagli, Del Favero.
ALLENATORE: Massimiliano Allegri.

ARBITRO: Banti di Livorno.
RETI: 7' pt Nainggolan (I), 17' st Ronaldo (J)



domenica 21 aprile 2019

Juve-Fiorentina 2-1


Dopo una sconfitta ci si rialza e la vita continua, deve continuare anche se la batosta rimediata contro l'Ajax e' di quelle secche , dalle quali fatichi prima di rialzarti ,  la sud come sempre e' pronta all'appello e risponde presente, non altrettanto posso dire degli altri settori dello stadio muti come pesci per gran parte della partita,  io lo dico sempre , prima di invocare la bolgia e di dare patenti di tifosi a chicchessia bisognerebbe chiedersi sempre ,  io sarei capace di fare altrettanto per la mia squadra ? Se la risposta e' NO l'ovvia conclusione dovrebbe essere sempre quella di portare rispetto per chi quei colori li segue da una vita con duri sacrifici , rinunce e rischiando spesso e volentieri diffide e denunce spesso somministrate a casaccio tanto per dimostrare l'autorita' ,  da quando c'e' lo Juventus Stadium non e' mai successo niente in termini di ordine pubblico eppure i provvedimenti sono piovuti a raffica spesso immotivati,  non parliamo del caro prezzi,  ormai i tifosi specialmente quelli che seguono la Juve ogni domenica , in ogni trasferta in Italia o in Europa sono tartassati pesantemente approfittandosi del fatto che se vogliono vedere la loro squadra devono pagare il dovuto possibilmente senza rompere troppo le scatole, in fin dei conti con CR7  in squadra cosa pretendono ?  Purtroppo non e' solo la societa' o le altre societa' che ragionano cosi' ma pure gran parte dei tifosi delle tribune , i cosidetti tifosi Doc ,  dicitura voluta dalla societa' ma in realta' non veritiera e spesso la verita' e' un'altra come sappiamo,  sei un tifoso Doc se paghi 1000 euro di abbonamento all'anno e non protesti , spesso coloro che non rientrano in questa categoria in verita' e' gente che la Juve la segue da 20, 30 o anche 40 anni e per quella maglia ha rischiato spesso del proprio mandando in rovina  in alcuni casi anche la propria stabilita' famigliare o perdendo il posto di lavoro ...   Ieri era il momento di tifare la maglia,  chi non lo ha fatto a mio avviso ha sbagliato, a volte le battaglie che si ritengono giuste come quella del caro biglietti,  devono venire in secondo piano davanti alla maglia e ieri era una di quelle volte, questo e' il mio pensiero , per quanto riguarda chi non ha festeggiato lo scudetto nr . 37 credo fara' i conti con la sua coscienza e che un po' in privato si vergognera' ,  davvero uno spettacolo indecoroso che ci fara' ulteriormente prendere per i fondelli in giro come se gia' non lo fossimo,  sarebbe ora di inculcare certi ideali e certe dottrine anche nei tifosi non propriamente ultras , perche' se tifi una squadra oltre a sostenerla sempre nella buona e nella cattiva sorte, devi essere orgoglioso di lei e quindi uno che non festeggia un trofeo per pigrizia o inappetenza per me non e' un vero tifoso ma soltanto un pupazzo .

Cronaca del match :  Scudetto doveva essere e scudetto è stato, anche se non sono mancati i brividi, durati una mezz’ora, il tempo trascorso dal vantaggio ospite firmato da Milenkovic fino al pareggio di Alex Sandro. Alla fine la Juve batte in rimonta la Fiorentina, grazie all’autorete di Pezzella in avvio di ripresa, e con questo risultato la squadra bianconera conquista il suo ottavo scudetto consecutivo.
Sono le 19.51 quando arriva il triplice fischio dell’arbitro Pasqua, per Massimiliano Allegri è stato il quinto titolo consecutivo e a breve si capirà se questa sarà stata la sua ultima vittoria o se la storia è destinata a durare ancora, come ha garantito anche il presidente Agnelli. Ma pesa ancora la fresca delusione patita contro l’Ajax, nella stagione che doveva portare a compimento la conquista della Champions League, tanto è vero che la festa finale è stata in tono minore, specie se si pensa a quello che invece era capitato nel 2012, dopo il primo tricolore dell’era Conte.




Abbiamo vinto il tricolor, canta la curva alla fine, ma all’inizio della partita la curva era rimasta in silenzio per 10 minuti e gli striscioni erano stati esposti al contrario, per protestare contro la società per la questione del caro biglietti. Poi spazio alla partita, con la Fiorentina targata Montella che parte forte e mette paura ai bianconeri, che si rimettono sulla retta via grazie al gol di Alex Sandro, ma che nel primo tempo soffrono le pene dell’inferno contro un avversario più vivace e forse anche più brillante dal punto di vista atletico, con il giovane Federico Chiesa (futuro bianconero?)che fa ammattire la difesa della Signora, colpendo due pali nel primo tempo.
La ripresa regala quasi subito l’autogol di Pezzella, su cross del solito Cristiano Ronaldo, a quel punto il resto è soltanto un lungo conto alla rovescia fino al triplice fischio di Pasqua. La Juve è campione d’Italia con cinque giornate di anticipo sulla fine del campionato, arriva a otto titoli consecutivi, come nessuno mai ha saputo fare nei grandi campionati europei. Ma dalla prossima settimana si comincerà già a ragionare sulla prossima stagione, su una Champions da provare finalmente a conquistare.
Perché la grande forza di questa società è che la vittoria più importante è sempre la prossima da conquistare. (da Torino sportiva)

Tabellino:

JUVENTUS (4-3-3): Szczesny; Joao Cancelo, Rugani, Bonucci, Alex Sandro; Emre Can, Pjanic (20′ st Bentancur), Matuidi; Cuadrado (41' st De Sciglio), Ronaldo, Bernardeschi (30′ st Kean). All. Allegri
FIORENTINA (3-5-2): Lafont; Milenkovic, Pezzella, Ceccherini; Chiesa (21′ st Muriel), Dabo, Veretout, Benassi (28′ st Gerson), Hancko; Simeone, Mirallas (35′st Fernandes). All. Montella

Arbitro: Pasqua di Tivoli
Reti: 6' Milenkovic, 37' Alex Sandro, 7' st aut. Pezzella
Ammonito: Gerson



sabato 13 aprile 2019

Spal - Juventus 2-1

Una Juve con la testa all'Ajax si presenta al Paolo Mazza in formazione decisamente a ranghi ridotti con nove titolari lasciati a Torino e diversi elementi dell'Under 23 alcuni dei quali titolari in campo,  nonostante cio' nel primo tempo eravamo avanti 1-0 con rete del solito grande Kean , un giocatore veramente forte che mi auguro possa restare anche nei prossimi anni e completare il ciclo di maturazione qui anziche' altrove ,  nel secondo tempo succede che la partita viene presa sottogamba perche' la testa vuoi o non vuoi va alla Champions , una partita quella con l'Ajax troppo importante per rischiare infortuni o affaticamenti fisici forzando la mano contro peraltro una Spal che si deve salvare e quindi gioca col coltello fra i denti ,  succede quindi che la partita la perdiamo,  Dybala macina chilometri perche' servira' anche lui in Champions e deve assolutamente recuperare condizione, una cosa, chi osa contestare Allegri o i ragazzi per aver perso la partita dello scudetto è un povero mentecatto e non e' degno di entrare allo stadio quando i nostri ragazzi martedi' si giocheranno la semifinale.  Forza Juve regalaci un sogno !!!!

Cronaca :  Era tutto pronto per la festa. Bianconeri avanti 1-0 alla fine del primo tempo a Ferrara, grazie alla rete del sempre più convincente Kean, ma nella ripresa la Juve 2 è scesa in campo con uno spirito dopolavoristico e la Spal ha ribaltato il punteggio grazie alle reti di Bonifazi e Floccari, mettendo in cassaforte tre punti preziosissimi nella corsa salvezza.

Appuntamento con l’ottavo scudetto consecutivo ancora rimandato per la Juve. Ma se la settimana scorsa, sarebbe servito anche l’harakiri del Napoli per poter festeggiare, questa volta la squadra di Allegri era padrona del proprio destino: con un punto i bianconeri sarebbero stati campioni d’Italia e tutto sembrava che portasse in questa direzione, prima che la seconda rete dei padroni di casa con Floccari disegnasse un finale diverso da quello preventivato. Poco cambia, perché magari già oggi un pareggio del Napoli regalerà la certezza aritmetica alla Vecchia Signora, altrimenti bisognerà attendere fino alla vigilia di Pasqua e alla gara casalinga contro la Fiorentina.







Quello che è certo è che la testa della Juventus da tempo oramai non è più sul campionato, ma sulla rincorsa Champions, come ha dimostrato Allegri alla vigilia, pensando più al ritorno con l’Ajax che alla gara di Ferrara, lasciando a riposo quasi tutti i big per operare un maxi turnover: Perin tra i pali, i giovani Gozzi e Kastanos titolari, la riproposizione di Barzagli come leader della difesa. Solo Cancelo e Dybala tra i titolari appartengono al gruppo dei big bianconeri, anche se l’argentino nelle ultime settimane è uscito spesso dall’undici titolare, come successo anche tre giorni prima ad Amsterdam, nella prima sfida contro l’Ajax. Quanto a Kean, ormai il ragazzino non è più una sorpresa ma una certezza: sue le ultime reti nella lunga cavalcata verso lo scudetto, suo il presente e il futuro, tanto in bianconero quanto in azzurro.

Uno così, giocasse nella Spal, sarebbe titolare inamovibile, invece Semplici ha dovuto affidarsi al veterano Floccari per fare coppia davanti con Petagna. Si è notato nel primo tempo, perché i padroni di casa hanno fatto più e meglio degli uomini di Allegri, ma quando Cancelo si è involato è stato ancora una volta il classe 2000 a trovare il tocco decisivo per l’1-0 della Juve. Alla rete di Kean ha replicato in avvio di secondo tempo il colpo di testa vincente di Bonifazi su azione d’angolo, con l’ex difensore del Torino a svettare su Bentancur per firmare il meritato pareggio della Spal.

A metà ripresa è iniziato il valzer delle sostituzioni e quando tutto sembrava apparecchiato per un finale che portasse all’annunciato pareggio, ecco che giunge assolutamente a sorpresa il 2-1 opera di Floccari, complice un errore del giovanissimo Gozzi. A quel punto Allegri decide di far entrare Bernardeschi per provare il forcing finale e cercare la rete del 2-2, che avrebbe voluto dire scudetto, ma la Spal è stata bravissima nel proteggere il prezioso vantaggio dalle ultime folate juventine. Di Bernardeschi e De Sciglio le ultime chance bianconere, poi è stata festa, ma della Spal e del Paolo Mazza.
Se il Chievo farà il miracolo di bloccare il Napoli, lo scudetto sarà stato rimandato solo di poco più di 24 ore, altrimenti bisognerà attendere sabato prossimo e la gara contro la Fiorentina che precede la Pasqua.   (fonte Torino sportiva)

Tabellino:
SPAL (3-5-2). Viviano; Cionek, Vicari, Bonifazi; Lazzari, Murgia, Missiroli, Schiattarella (25’ st Valdifiori), Fares (39’ st Regini); Petagna (44’ st Antenucci), Floccari. All. Semplici

JUVENTUS (3-5-2): Perin; De Sciglio, Barzagli (36’ st Bernardeschi), Gozzi; Cancelo, Cuadrado, Bentancur, Kastanos (16’ st Nicolussi), Spinazzola; Kean (24’ st Mavididi), Dybala. All. Allegri

Arbitro: Doveri di Roma

Reti: 29’ Kean, st 3’ Bonifazi, 29’ Floccari

Ammoniti: Lazzari, Cuadrado, Cancelo, Floccari, Fares, Missiroli, Vicari