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mercoledì 11 aprile 2018

Real Madrid Juventus 1-3 (Quarti Champions league)

Innanzitutto cominciamo con il dire che  non sempre nel calcio vince il migliore,  ne e' la dimostrazione la partita di questa sera,  una Juve immensa , cinica e spietata come piace a me,  oggi c'erano tutti i presupposti per vincerla e passare il turno,  poi ci si e' messo l'arbitro e ci ritroviamo ancora una volta a dover commentare  amaramente una beffa, una beffa atroce tipica ormai di questa che considero a tutti gli effetti come molti hanno detto una coppa maledetta, dispiace uscire cosi' ,  con un rigore a un minuto dalla fine nel recupero, un rigore che nemmeno c'era , palla piena di Benatia'  l'arbitro dietro non ha visto e ha fischiato ,  Ronaldo non poteva far altro che trasformare il rigore , negli immediati attimi che hanno preceduto il gol,  le proteste dei nostri giocatori e l'espulsione di Buffon a suggellare lo scempio di un arbitro incapace o compiacente , a voi il giudizio... quello che mi sento di ribadire di nuovo e' l'assoluta stima a questa squadra e a questi ragazzi e il dispiacere enorme di non poter vederla alzare , anche ad un campione immortale e inarrivabile come Gigi , per lui deve esser stata una mazzata enorme,  per lui come per noi del resto ma quello non e' una novita' purtroppo.... Adesso pero' non disperiamoci , non suicidiamoci , abbiamo il settimo scudetto consecutivo da portare in bacheca e una coppa Italia da vincere,

Cronaca della partita :    Nessuna novità nei due schieramenti, confermate le formazioni previste alla vigilia. Bianconeri in campo con il 4-3-3: tra i pali Buffon; De Sciglio, Benatia, Chiellini e Alex Sandro in difesa; Khedira, Pjanic, Matuidi a centrocampo; Douglas Costa, Higuain e Mandzukic a formare il tridente d'attacco. Modulo quasi speculare per il Real con Navas tra i pali; Carvajal, Varane, Vallejo e Marcelo a formare la linea difensiva; Casemiro, Modric e Kroos in mezzo al campo; Isco a supporto di Bale e Ronaldo. Real Madrid con i classici colori sociali, Juventus in giallo da trasferta.

Neanche due minuti e la Juventus passa in vantaggio: cross di Khedira dalla destra e Mandzukic batte Navas, le speranze della Vecchia Signora si riaccendono.

Al 7' Higuain sfiora addirittura un clamoroso raddoppio, ma questa volta il portiere di casa riesce a metterci una pezza. Il Real accusa e prova a reagire, ma Buffon fa buona guardia e quando non ci arriva è perché si tratta di fuorigioco come al 14' sul tocco ravvicinato di Isco, frutto di una respinta del capitano bianconero non proprio perfetta.

Al 15' altro brivido per i campioni d'Europa: Mandzukic su azione d'angolo non riesco ad angolare la sua deviazione e Navas si ritrova la sfera tra le mani. Poco dopo la Juve perde De Sciglio, al suo posto ecco Lichtsteiner. Nel frattempo la squadra di Zidane si fa pericolosa con Marcelo, Kroos e Isco (al 34', straordinaria risposta di Buffon), ma i bianconeri reggono e addirittura al 37' trovano il raddoppio: cross di Lichtsteiner  e girata in rete di Mandzukic, 0-2 e partita più aperta che mai.

Prima dell'intervallo traversa del Real con Varane, ma il puneggio non cambia: si va al riposo con un risultato a sorpresa ma meritato in favore della squadra Campione d'Italia.

In avvio di ripresa, due cambi per il Real: dentro Vazquez e Asensio, fuori Bale e Casemiro. Al 49' Douglas Costa prova a ripetere il capolavoro di Benevento, questa volta però la mira non è delle migliori. Il Real si scuote con il suo leader: al 58' Ronaldo calcia verso la porta, Buffon risponde presente. La Juve lotta e al 59' ci vuole una gran respinta di Navas per evitare il terzo gol, ma la gran parata del numero uno madrileno perde ogni effetto qualche istante dopo: l'estremo difensore costaricense perde un facile pallone dalle mani e Matuidi è lesto a firmare il gol che riporta la contesa in parità. 0-3 Juve e tutto nuovamente in discussione.

Al 74' Real insidioso con un tiro di Ronaldo deviato da un difensore, Buffon non ci arriva ma il pallone termina sul fondo. Il finale di gara è quanto più di beffardo ci possa essere: il Real preme ma non spaventa quasi mai Buffon e compagni finché al 93' un intervento di Benatia su Vazquez viene sanzionato con il penalty. Buffon sbotta ed esagera con le proteste: rosso diretto per il capitano della Juve. Sul dischetto va Ronaldo che incrocia di potenza e firma il 3-1 battendo Szczęsny. Finisce qui, con il Bernabeu esultante e la Juve a piangere lacrime amare.

REAL MADRID (4-3-1-2): Navas; Carvajal, Varane, Vallejo, Marcelo; Casemiro (1' st Lucas Vazquez); Modric (30' st Kovacic), Kroos; Isco; Ronaldo, Bale (1' st Asensio).
A DISPOSIZIONE: Kiko Casilla, Llorente, Benzema, Hernandez
ALLENATORE: Zinedine Zidane.

JUVENTUS (4-3-3): Buffon; De Sciglio (17' pt Lichtsteiner), Benatia, Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Matuidi; Douglas Costa, Higuain (49' st Szczesny), Mandzukic.
A DISPOSIZIONE: Asamoah, Cuadrado, Sturaro, Rugani, Marchisio.
ALLENATORE: Massimiliano Allegri

ARBITRO: Michael Oliver (Inghilterra)
RETI: Mandzukic 2' pt (J), Mandzukic 37' pt (J), Matuidi 15' st (J), Ronaldo 52' st rig. (R)
ESPULSI: al 48' st Buffon (J) per proteste.
AMMONITI: Lichtsteiner (J), Carvajal (R), Mandzukic (J), Pjanic (J), Alex Sandro (J), Douglas Costa (J), Marcelo (R)










mercoledì 4 aprile 2018

Juventus Real Madrid 0-3 (andata Quarti di finale Champions League)

Ci sono partite che non vinceresti mai, nemmeno giocando per 24 ore ,  ieri nemmeno con una curva che ha dato il meglio di se' avevamo speranza , è triste ammetterlo ma chi capisce di calcio sa che è la verita',  loro sono troppo piu' forti, è quasi banale anche scriverlo , noi siamo quelli che siamo, in Italia i nostri giocatori fanno ancora la differenza, in Europa se la giocano con quasi tutti eccetto che per quel lotto di 4 squadre che tutti conoscono in particolare con un paio di queste e' palese la differenza tecnica e quando raramente capita di incontrarli al di sotto del loro potenziale che come si sa è enorme  bisogna sfruttare sempre la situazione , purtroppo recentemente sia col Barca che col Real non e' capitato e si e' visto sul campo,  in verita' speravo che nel doppio confronto avessimo qualche chance in piu' ma quando la differenza di tasso tecnico e' cosi imbarazzante come lo era ieri,  c'e' poco da fare se non prenderne atto , una cosa ieri pero' non andava fatta a mio avviso,  applaudire l'avversario,  pensatela come volete , chiamatemi antisportivo, ma per il sottoscritto viene prima la propria squadra, poi la curva e infine altre cose,  questa gente che va nei distinti,  che non e' nemmeno capace a tener su una coreografia anche se in primis la responsabilita' ce l'ha la societa' che insiste a volerle fare,  oltre a farci fare figuracce per le coreografie e a fischiare al primo passaggio sbagliato , continua a ridicolizzarci , come se gia' il tifoso juventino non fosse gia' di suo bersagliato e accusato di essere un pinguino senza attaccamento ai colori e uno che va allo stadio solo quando vince,  per quanto riguarda il resto, ieri mi sento soltanto di rendere onore alla curva sud che meritava indubbiamente la finale di Kiev  anche per il tifo e l'incitamento continuo ai giocatori e una pacca sulla spalla ai giocatori e al mister che ci hanno provato ma ai quali niente si puo' imputare , quando uno da tutto da tutto ... dei  tifosotti che ieri applaudivano non voglio neanche parlarne ,  risparmiassero i loro applausi per i nostri sarebbe meglio ma  per qualcuno  forse e' meglio farsi l'autografo o idolatrare Cristiano Ronaldo che sostenere i nostri ragazzi,  vergognatevi !


LA PARTITA

4-2-3-1 o 4-4-2? È questo il dubbio che sorge vedendo gli uomini scelti da Max Allegri per la gara con le Merengues. Tra i pali capitan Buffon, in difesa De Sciglio, Barzagli, Chiellini e Asamoah. Nella zona centrale del campo spazio per Khedira e Bentancur, mentre sugli esterni agiranno Douglas Costa e Alex Sandro; in avanti la coppa argentina formata da Paulo Dybala e Gonzalo Higuain. La risposta del Real Madrid riporta direttamente a Cardiff, l'undici iniziale scelto da Zidane è infatti identico a quello che dieci mesi fa ha iniziato la finale (poi vinta) della scorsa edizione di Champions: Keylor Navas tra i pali; Carvajal, Sergio Ramos, Varane e Marcelo a formare la retroguardia; Casemiro, Kroos e Modric sulla linea mediana del campo; Isco trequartista a supporto di Cristiano Ronaldo e Benzema. Padroni di casa con i classici colori bianconeri, ospiti in divisa da trasferta color verde acqua: a Torino piove a dirotto, ma dopo il fischio dell'arbitro turco Çakir c'è spazio solo per la super sfida.

Neanche il tempo di prendere posizione che il Real è già in vantaggio: Marcelo pesca Isco sulla corsia sinistra dell'attacco madrileno, traversone a centro area e tocco vincente d'esterno da parte di Cristiano Ronaldo che supera Buffon. Neanche 180 secondi e per la Juve la gara è già in salita. Al 6' il primo guizzo bianconero con Dybala, ma Sergio Ramos chiude in corner. Il match prosegue su ritmi elevati e prevalentemente a centrocampo finché al 23', sugli sviluppi di una punizione da zona laterale, la Vecchia Signora sfiora il pari: Dybala pesca Higuain a centro area, il Pipita colpisce ma Keylor Navas con un vero e proprio balzo felino salva il risultato. Al 26' giallo per Bentancur: era diffidato, salterà così il ritorno.





Al 34' si rivede la Juve: De Sciglio ci prova con un tiro che taglia tutto lo specchio della porta di Navas e termina sul fondo con Dybala che in scivolata non trova la deviazione verso la porta. Al 36' è invece il Real che si fa pericolosissimo andando vicino al bis: gran botta di Kroos dal limite dell'area, traversa piena. Al 38', sugli sviluppi di un calcio d'angolo, Chiellini di testa non trova il bersaglio: la sfera balla comunque nei pressi della porta avversaria, ma alla fine la difesa ospite riesce ad evitare il peggio. Il finale di frazione è tutto della squadra di Allegri che arriva a reclamare due calci di rigore: il primo per un tocco di mano di Casemiro, il secondo per un presunto atterramento ai danni di Dybala. In entrambi i casi il direttore di gara non ravvisa alcuna irregolarità e per Dybala arriva addirittura il giallo per simulazione. Sì va all'intervallo con il Real avanti 1-0.

Il secondo tempo si apre subito in maniera vivace. Al 49' Ronaldo fa tremare Buffon, ma il suo diagonale finisce fuori dopo aver sibilato a fil di palo. Poco dopo la Juve ha due buone chance che però non riesce a concretizzare: prima Higuain sbaglia l'ultimo passaggio per Dybala, dopodiché (con Keylor Navas fuori posizione) a difettare nei bianconeri è la mira. La Juve c'è, insiste e al 56' non trova il pareggio per questione di centimetri: punizione di Dybala, la barriera devia spiazzando il portiere ma il pallone esce di pochissimo. Zidane vede i suoi in difficoltà e al 59' toglie Benzema per mettere Vazquez.


Al 64' un lampo di classe squarcia la partita: incomprensione Buffon- Chiellini,  il portiere mette una pezza sul primo tentativo di Vazquez ma nulla può sulla rovesciata seguente di Ronaldo. Un colpo da campione, a dir poco, che ammazza letteralmente la Signora: tutto lo stadio riconosce la prodezza e applaude a scena aperta. La partita finisce praticamente in questo istante perché al 66' Dybala si fa espellere per doppia ammonizione e con la Juve in 10 il Real trova anche il terzo gol al 72' con Marcelo. La Champions della Juve, a prescindere dal match del Bernabeu (ormai una formalità per i Galacticos), si chiude così come l'anno scorso con un trionfo Real. (torino sportiva)

Il tabellino della partita:

JUVENTUS: (4-4-2): Buffon; De Sciglio, Barzagli, Chiellini, Asamoah (dal 24’ st Mandzukic); Douglas Costa (dal 24’ st Matuidi), Khedira (dal 30’ st Cuadrado), Bentancur, Alex Sandro; Dybala; Higuain. (Szczesny, Rugani, Lichtsteiner, Marchisio).

ALLENATORE: Massimiliano Allegri

REAL MADRID (4-3-1-2): Keylor Navas; Carvajal, Varane, Sergio Ramos, Marcelo; Kroos, Casemiro, Modric (dal 37’ st Kovacic); Isco (dal 30’ st Asensio); Benzema (dal 14’ st Lucas Vazquez), Cristiano Ronaldo. (Casilla, Vallejo, Theo Hernandez, Bale).

ALLENATORE: Zinedine Zidane

ARBITRO: Cakir (Turchia)

RETI: 3’ pt e 19’ st Ronaldo; 27’ st Marcelo
AMMONITI: Bentancur, Dybala, Sergio Ramos, Kovacic.

ESPULSI: Dybala



mercoledì 7 marzo 2018

Tottenham v Juventus 1-2 ( Ritorno ottavi di Champions league)

A volte il calcio regala momenti di felicita' difficilmente riscontrabili in altri contesti,  tanti diranno e' solo una partita, cio' che conta e' la vita reale, tanto domani ricominci a sclerare a lavoro,  ricominci la solita vita monotona, la solita routine di sempre, la vittoria di una partita sia pur importante e' solo un momento , domani e' gia' tutto finito,  sara' cosi' ma  certe sensazioni , la goduria di un passaggio in champions , quando tutti ci davano gia' spacciati, dopo un rigore sacrosanto che non ci e' stato concesso da un'arbitro indegno, dopo un gol subito e un predominio territoriale degli altri e la squadra rimaneggiata quasi inerme , vedere le due zampate dei nostri fuoriclasse e il punteggio 2-1 per noi che non avremmo mai sperato di vedere,  tutto questo non ha prezzo e chi non lo capisce non sa cosa si perde ....   Sulla partita facciamo parlare la fredda e gelida cronaca come sempre tratta dall'ottimo portale di torinosportiva.it ,  ci vediamo ai quarti di finale alla faccia di tutti quelli che aspettavano di insultare la Juve pure stasera .

Cronaca della partita :  All-in Allegri: il tecnico bianconero si gioca sin da subito tutte le sue carte e manda in campo gli unici tre attaccanti a sua disposizione ovvero Douglas Costa, Dybala e Higuain. Nel 4-3-3 scelto dal tecnico livornese in difesa davanti a Buffon c'è Barzagli con Benatia, Chiellini e Alex Sandro; a metà campo, invece, il consueto trio formato da Khedira Pjanic e Matuidi. Il Tottenham, forte del 2-2 conquistato a Torino, schiera un 4-2-3-1 con Lloris tra i pali; Trippier, Vertonghen, Sanchez e Davies in difesa; Dier e Dembelé a comporre la cerniera di metà campo; Dele Alli, Eriksen e Son in avanti a supportare Harry Kane, vero e proprio punto di riferimento offensivo degli Spurs di Mauricio Pochettino. Completo giallo e blu per la Vecchia Signora, padroni di casa con i classici colori sociali.

Il primo affondo del match è del Tottenham e ci vuole subito tutta la bravura di Buffon: al 4' Son si incunea sulla sinistra e conclude in diagonale, il numero uno bianconero risponde presente e allontana la minaccia in tuffo. Al 7' la risposta della Juve: traversone di Douglas Costa, Higuain non arriva a deviare e il pallone si perde sul fondo. Al 15' padroni di casa ancora vicini al vantaggio: la Juve fatica a impostare dalla retroguardia, gli Spurs recuperano la sfera e mettono Kane a tu per tu con Buffon. Il bomber inglese salta l'avversario, ma sì defila troppo e a porta sguarnita calcia sull'esterno della rete. Al 17' episodio molto dubbio (eufemismo) in area del Tottenham: Douglas Costa se ne va e viene letteralmente steso da Vertonghen, se ne accorgono tutti tranne il direttore di gara Marciniak e il giudice di porta che lasciano proseguire..







Scampato il pericolo, gli inglesi si riversano in avanti e bombardano la porta di Buffon che prima si salva con l'aiuto di Alex Sandro su una conclusione dal limite e poi allontana con i pugni un colpo di testa di Son. Ancora il coreano prova a colpire al 22', Benatia e Barzagli riescono però ad arginarlo. Al 28' giallo per Vertonghen che, a centrocampo, ferma con le cattive Dybala: il difensore di casa è primo ammonito del match. La gara è spigolosa, l'arbitraggio molto "all'inglese", la squadra di Allegri fatica e gli Spurs provano ad approfittarne: al 32' conclusione di Alli, Buffon para in due tempi. Al 35' ammonito anche Alex Sandro e al 38' il Tottenham si divora una clamorosa palla per l'1-0: Son, di nuovo con un diagonale, spedisce fuori da buona posizione. Il numero 7 di casa non ha però il tempo di disperarsi perché un minuto dopo riesce, finalmente, a mettere il pallone alle spalle di Buffon: Trippier conclude con un traversone in mezzo un'azione insistita dei suoi,

Son nel cuore dell'area colpisce e porta avanti i suoi.Sotto di un gol, la Juve abbozza una reazione: al 41' Pjanic tenta la fortuna con un tiro che si spegne a lato; al 43' è invece Sandro a colpire di testa alto sopra la traversa. I primi quarantacinque minuti si chiudono con un altro giallo, ai danni di Pjanic, e con gli Spurs in vantaggio.








Le ostilità riprendono sulla falsa riga della prima frazione, la Vecchia Signora non ingrana. La prima vera azione degna di nota della seconda parte di gara arriva al 57' e vede come protagonista il solito Son: conclusione a giro imprecisa, pallone abbondantemente fuori. Allegri prova a scuotere i suoi e al 60' manda dentro Asamoah in sostituzione di Matuidi e minuto dopo dentro anche Lichtsteiner al posto di uno zoppicante Benatia: saranno due mosse decisive. Al 63', sui piedi di Dybala, la palla per riapre il discorso qualificazione: la difesa di casa allontana malamente un cross di Asamoah, la Joya colpisce al volo e sfiora la traversa. Segnale di resa? Macché, al 64' la Juve segna: cross di Lichtsteiner, tocco di Khedira e deviazione vincente di Higuain. Il pareggio cambia completamente l'inerzia della sfida e, clamorosamente, al minuto 67' la Juventus passa in vantaggio: filtrante di Higuain per Dybala che trafigge Lloris senza pietà, 2-1.

Con l'avvento della nuova situazione, il finale diventa un assalto degli uomini di Pochettino che manda dentro Lamela e l'ex Llorente per tentare di riprendere in mano l'esito della contesa. Allegri si copre gettando nella mischia Sturaro in sostituzione di un esausto Higuain. L'ultima emozione è un colpo di testa di Llorente che finisce sul palo e danza sulla linea di porta prima di essere allontanato dalla difesa. Poi arriva il fischio finale ed è tripudio Juve.

Tabellino:  

TOTTENHAM (4-2-3-1): Lloris; Trippier, Sanchez, Vertonghen, Davies; Dier (29’ st Lamela), Dembele; Eriksen, Alli (41' st Llorente), Son; Kane. A disposizione: Vorm, Rose, Sissoko, Wanyama, Lucas Moura. Allenatore: Pochettino.  

JUVENTUS (4-3-3): Buffon; Barzagli, Benatia (16’ st Lichtsteiner), Chiellini, Alex Sandro; Khedira, Pjanic, Matuidi (15’ st Asamoah); Dybala, Higuain (37' st Sturaro), Douglas Costa. A disposizione: Szczesny, Rugani, Marchisio, Bentancur. Allenatore: Allegri. 

ARBITRO: Marciniak (Pol).

MARCATORI: 39’ pt Son (T), 19’ st Higuain (J), 22’ st Dybala (J).

NOTE: Ammoniti: Alli, Vertonghen, Dembele (T); Alex Sandro, Benatia, Pjanic, Chiellini (J)







mercoledì 14 febbraio 2018

Juventus v Tottenham 2-2 (Ottavi Champions Andata)

Qua dobbiamo metterci daccordo una volta per tutte,  cioe' separare il supporto verso la squadra ovvero la maglia e i colori  ( la squadra ne e' la diretta conseguenza per chi non capisse)  dalla serenita' di giudizio sulla partita, e' sbagliato ritenere che un tifoso ancora peggio se ultras ne debba essere privo in quanto obbligato moralmente a non vedere e negare l'evidenza solo in quanto fanatico di questa o quella squadra ,  se ieri si e' vista una partita non all'altezza o degli errori che ne hanno pregiudicato il risultato e la si analizza con serenita' , obiettivita' di giudizio e soprattutto intento costruttivo a mio parere è sacrosanto farlo ed esprimere la propria opinione, al contrario chi contesta sempre e comunque , anche quando non e' corretto farlo con l'aggravante di avere un fine ben preciso per le proprie critiche  non e' che un tifosotto che non merita la mia considerazione ne' tantomeno credo quella di chi gobbo lo e' davvero,   altrettanto sbagliato pero' e' chiudersi gli occhi e far finta di non vedere niente in nome di presunte virtu' che nell'immaginario (credo solo loro in verita') debba avere il vero ultras secondo un codice che non esiste se non nell'immaginario virtuale .  ieri ci sono delle scusanti e' vero,  siamo senza centrocampo e senza giocatori importanti da tempo ormai,  gli infortuni come ogni anno con noi ci vedono benissimo,  con gli stessi uomini e' dura giocare sempre a livelli top ,  non siamo alla play ma nel calcio reale purtroppo, ci sta' un calo fisico e mentale alla lunga e a mio avviso e' proprio quello che e' successo nel black out di ieri sera dopo i primi due gol,  tutto il resto è aria fritta ......  Detto questo se facciamo la Juve al ritorno e' una formalita' ! 


Capitolo coreografia,   come ho letto da qualche parte ,  la societa' che d'abitudine fornisce la coreografia  , nello specifico le bandierine tricolori o bianconere  forse dovrebbe ridurre il formato in quanto sventolandole fianco a fianco si corre il rischio di giocare a spadaccino col vicino di posto anziche sventolarle e quindi l'effetto scenografico ne risente ,  idem per i cartoncini, sono troppo grossi, l'effetto ne risente anche, fossero piu piccoli lo scenario sarebbe decisamente piu' compatto e le scritte specie nei distinti si leggerebbero almeno che e' il minimo sindacale per una coreografia ,  spero non si fraintenda , questa come dicevo  nella prima parte del mio pezzo e' una critica COSTRUTTIVA  perche' io vorrei vedere una coreografia ben fatta  non spettacoli di basso livello come quello di ieri e di quasi tutte quelle degli ultimi anni,  cerchiamo di essere primi anche in quello non solo sul campo.

Capitolo tifo :  tolti i ragazzi dei gruppi ai quali va tutta la mia stima e il mio rispetto a prescindere , essendo uno di loro,  troppa gente si fa i fatti suoi e guarda il telefonino anziche cantare ,  ma non ce l'avete un po' di cuore e di attaccamento alla maglia ?  Vergognatevi , ai miei tempi gente cosi' andava al cinema e non in curva , ma oggi evidentemente in un contesto sociale dove regna il vuoto mischiato al nulla anche questo e' concesso....  La voce tiratela fuori per sostenere i colori e portare i ragazzi alla vittoria non per chiedere di tirar giu una bandiera perche' non vedete bene la partita !!!


Cronaca della partita :  Complice l'assenza di Matuidi, Allegri decide di cambiare modulo e sceglie il 4-2-3-1 con Buffon in porta; De Sciglio, Benatia, Chiellini e Alex Sandro in difesa; Khedira e Pjanic a formare la cerniera di centrocampo; Bernardeschi, Douglas Costa e Mandzukic a supporto di Higuain. Sul fronte opposto il Tottenham risponde con uno schieramento speculare che prevede Lloris in porta; Aurier, Sanchez, Vertonghen e Davies sulla linea difensiva; Dier e Dembele in mezzo al campo ed Eriksen, Alli e Lamela (preferito al sudcoreano Son) a rifinire in funzione di Harry Kane. Il clima dell'Allianz Stadium è quello delle grandi occasioni: da queste parti una gara di Champions League non è mai banale. Il boato del pubblico accoglie l'ingresso in campo delle due squadre e accompagna l'inno della competizione, il fischio dell'arbitro Brych dà il via alle ostilità e dopo neanche due giri d'orologio la Signora passa: Pjanic sorprende la difesa ospite battendo rapidamente una punizione sulla trequarti, assist in profondità per Higuain che si coordina e fulmina Lloris. Sembrerebbe non poterci essere avvio migliore e invece al minuto 8 Davies travolge Bernardeschi in area e per il direttore non possono esserci dubbi: rigore. Dal dischetto si presenta Higuain che firma la doppietta personale e porta la Juve avanti 2-0 dopo poco meno di dieci minuti.





Il Tottenham abbozza una reazione tanto che al 17' Kane reclama un penalty per un contatto con Benatia, Brych è vicino all'azione e lascia proseguire. La pressione inglese man mano sale e per i padroni di casa sono brividi: al 27' Kane sale in cielo per girare un cross dalla sinistra, il gol parrebbe cosa fatta ma risposta di Buffon è prodigiosa e nega la gioia al gigante avversario. Al 29' gran botta di Eriksen da fuori, palla out non di molto. Spintasi in avanti, la compagine ospite è costretta a concedere spazi ed è così che al 31' la Juve colleziona e sciupa una clamorosa occasione per il tris: Higuain e Pjanic vanno in fuga, il Pipita chiude l'azione mandando fuori da buona posizione. Un minuto dopo ci vuole ancora il miglior Buffon per disinnescare Kane: tiro insidioso dell'ariete britannico, deviazione in corner del capitano juventino.

Al 35' però il Tottenham concretizza, con merito, il proprio momento positivo: Kane elude la retroguardia di casa, salta Buffon e a porta vuota deposita in rete un pallone pesantissimo nell'ottica del doppio scontro. Stadium gelato, è 2-1. Al 40' la squadra di Pochettino si rifà pericolosa con Eriksen che calcia da circa 30 metri, Buffon allontana con qualche difficoltà. Il finale di frazione é una sofferenza per i padroni di casa, che però proprio nell'unico minuto di recupero ricevono un inatteso cadeau: Douglas Costa viene falciato dopo uno spunto in area inglese, ancora rigore. Stavolta Higuain tenta la soluzione di potenza, pallone sulla traversa e fischio finale del primo tempo. Si va al riposo sul 2-1 e con l'amaro in bocca per quello che poteva essere e non è stato.




Il gioco riprende senza novità negli schieramenti. È l'equilibrio a farla da padrone e per vedere un'azione degna di nota bisogna attendere il 57' quando Bernardeschi raccoglie una bella apertura di Higuain e ci prova dal vertice destro dell'area inglese, la difesa si salva in angolo. Sul corner seguente svetta Mandzukic, palla debole e centrale para Lloris. Al 66' il primo cambio di Max Allegri: fuori Khedira, dentro Bentancur. Al 72', all'improvviso, la doccia gelata per i campioni d'Italia: fallo di Chiellini a pochi metri dall'area juventina, Eriksen sorprende Buffon sul palo di competenza e fa 2-2. Al 76' entra Sturaro al posto di Mandzukic; un minuto dopo è Bernardeschi ad imbastire una reazione, il suo tiro è facile preda di Lloris.

Il pareggio raggiunto placa il Tottenham che si ritira in difesa forte del risultato. La Juventus prova ad approfittarne all'85 su corner quando è Benatia a colpire, ma la mira non è delle migliori. La fortuna non è nemmeno amica della squadra di Allegri: ha infatti del clamoroso l'auto-palo di Vertonghen all'87, per i bianconeri niente da fare anche stavolta. Cala così il sipario sull'andata degli ottavi di finale, l'appuntamento per il ritorno è fissato per il 7 marzo: alla squadra di Allegri per passare il turno servirà una vera e propria impresa.  (fonte  torinosportiva.it )



Tabellino: 

JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon; De Sciglio, Benatia, Chiellini, Alex Sandro; Khedira (21' st Bentancur), Pjanic; Bernardeschi, Douglas Costa (47' st Asamoah), Mandzukic (31' st Sturaro); Higuain. A disposizione: Szczesny, Rugani, Marchisio, Muratore. Allenatore: Allegri.

TOTTENHAM (4-2-3-1): Lloris; Aurier, Sanchez, Vertonghen, Davies; Dembele, Dier; Eriksen (47' st Wanyama), Dele Alli (38' st Son), Lamela (44' st Lucas); Kane. A disposizione: Gazzaniga, Trippier, Rose, Sissoko, Moura. Allenatore: Pochettino.

RETI: 2' pt e 9' pt rig. Higuain (J), 35' pt Kane (T), 26' st Eriksen (T).

ARBITRO: Brych (Ger).

AMMONITI: Davies (T), Aurier (T), Benatia (J), Higuain (J), Bentancur (J).Al 47' pt Higuain (J) sbaglia un calcio di rigore.

lunedì 11 dicembre 2017

Sorteggio Ottavi Champions League : Tottenham (Andata 13/2 a Torino – Ritorno 7/3 a Londra)


Oggi si sono svolti i sorteggi degli ottavi, non e' andata male sia pur considerando che a questo punto tutti gli avversari sono da affrontare con cautela sia pur con le dovute differenze in base ai nomi ci mancherebbe altro e sarebbe da ipocriti negarlo,  comunque sia questi sono gli accoppiamenti :

Juventus v TOTTENHAM HOTSPUR
Basel v Manchester City
Porto v Liverpool
Sevilla v Manchester United
Real Madrid v PSG
Shahktar Donetsk v Roma
Chelsea v Barcelona
Bayern Munich v Benfica

Alla notizia l'allenatore del Tottenham , Pochettino ci svela un retroscena che non conoscevo ,  la sua famiglia sarebbe proprio di Torino e stando a quanto ha dichiarato ai tabloid britannici ci  ha sempre voluto giocare contro , del resto nonostante sia argentino il cognome ha origini italiane .

'It's a city and a club I've always wanted to play and it's now fantastic to be going to the city of Turin to play against Juventus.   'http://www.dailymail.co.uk 

Sugli spurs penso non ci sia bisogno di spiegare nulla ,  chi non conosce la loro storia,  chi non ha mai sentito parlare dei suoi tifosi ?   Il Tottenham  Hotspur e' storicamente  il club seguito dagli ebrei di Londra ma anche su questo ci sarebbe da disquisire infatti non e' del tutto vero,  non tutti i tifosi degli spurs sono ebrei, ma la maggior parte si,  il club ha un grande passato ma un presente non proprio all'altezza dei suoi avi,  la tifoseria ha da sempre un seguito hooligan di pessima fama,  la famigerata Yid Army che tanto ha fatto scrivere , i violenti derby coi rivali del West Ham e del Chelsea,  l'amicizia con l'ASC  dell'Aberdeen e con le tifoserie di impronta ebraica come l'Anderlecht e l'Ajax .....  Per chi volesse approfondire sulla firm degli spurs , c'e' un libro Tottenham  Massive , tradotto anche in italiano dalla Boogaloo .

Come sapete l'anno scorso e' stato demolito lo storico impianto di White Hart Lane ,  la casa degli spurs per fare posto al nuovo stadio in fase di costruzione e il temporaneo trasloco a Wembley ,  ma come in casi simili , West Ham , Arsenal e altri, e' fortissimo l'attaccamento dei tifosi per quella che era e sempre sara' la loro casa White Hart Lane , per chi volesse approfondire fra i vari siti che ne parlano un salto merita questa pagina http://www.footballgroundguide.com


4 settembre 1899, Tottenham-Notts County. 14 maggio 2017, Tottenham-Manchester United. Sono le due date, e le due partite, che scandiscono l’esistenza di White Hart Lane, il campo che, per più di un secolo, ha ospitato le partite casalinghe degli Spurs. La prossima stagione il Tottenham giocherà a Wembley — “abitato” già quest’anno in occasione delle gare di Champions League — in attesa del nuovo stadio, che verrà completato nel 2018. La prossima casa degli Spurs avrà una capienza quasi raddoppiata rispetto al Lane — 61,500 posti contro 36,200 — e sorgerà nella stessa posizione (per permettere l’inizio dei lavori, un settore di White Hart Lane era già stato demolito nella scorsa estate). Il nuovo stadio, disegnato dall’importante studio architettonico Populous (tra gli altri, autore, sempre a Londra, dell’Emirates e del nuovo Wembley) sarà un ulteriore step di crescita per gli Spurs, già potenziati a livello sportivo, ma consentirà anche di riqualificare l’intera area circostante: intorno sorgeranno 579 nuove abitazioni, un hotel, un centro medico, un museo dedicato al Tottenham. Inoltre, è già stato chiuso un accordo con la Nfl, la lega di football americano, per ospitare almeno due partite stagionali. Il costo della struttura si aggira intorno ai 750 milioni di sterline.

L’ultimo pomeriggio di White Hart Lane è stato un lungo saluto d’addio da parte dei tifosi del Tottenham. Lungo le strade di accesso allo stadio, in coda ai botteghini, una lenta, coinvolgente processione. E qualche foto verso il cantiere dove si sta preparando la costruzione della nuova struttura.

Manca poco al calcio d’inizio. Il Chelsea ha vinto il campionato già da due giorni, ma il Tottenham vuole battere il Manchester United per mettere al sicuro il secondo posto, un piazzamento che agli Spurs manca addirittura dalla stagione 1962/63. Prima di entrare, per l’ultima volta, a White Hart Lane, qualcuno mangia qualcosa attorno agli stand pieni di maglie stampate per l’occasione, qualcun altro sfoglia il matchday programme. All’interno dello stadio, un incessante sventolare di bandiere biancoblu, mentre sul terreno di gioco fanno capolino, sotto un’immancabile pioggia londinese, le vecchie glorie del club (tra di loro Hoddle, Ardiles, Davids, Sheringham, Ginola).


Il Tottenham passa subito in vantaggio con Wanyama, che sblocca il risultato dopo 6 minuti di gioco. Poi, a inizio ripresa, Harry Kane segna il gol del 2-0, il ventiduesimo in campionato: è il secondo miglior marcatore della Premier dopo Romelu Lukaku. Ininfluente la rete di Wayne Rooney: gli Spurs vincono 2-1, raggiungendo quota 80 punti in classifica.

Dopo il fischio finale, i tifosi si riversano in campo. Ognuno vuole assaporare gli ultimi momenti sul terreno che ha ospitato gli Spurs per 118 anni, raccogliendo una zolla di terreno, facendosi scattare una foto ricordo, stendendosi sull’erba per captare, in qualche modo, l’epica delle battaglie secolari del Tottenham.



mercoledì 6 dicembre 2017

Olympiacos-Juventus 0-2 (Champions league)

Missione compiuta ,   andiamo ad Atene , al Pireo contro gli ultimi della classifica e vinciamo ,   lo Sporting Lisbona perde a Barcellona come da copione pur essendo i blaugrana gia' qualificati e da secondi nel girone andiamo avanti agli ottavi che alla fine e' quello che conta, poi si puo' filosofeggiare che andarci da primi era meglio e in effetti i nostri possibili avversari solo a leggere i nomi fanno paura, ma vediamo il bicchiere mezzo pieno,  evitiamo Bayern e Real Madrid che non sono per noi due scampagnate ....  Al Pireo prima della partita ci sono stati incidenti,  in Grecia non e' mai una passeggiata per nessuno ne san qualcosa i milanisti reduci dall'infuocato ritorno di Europa league con l'Aek ,  anche in campo non e' stato facile, loro aiutati da uno stadio molto caldo ci hanno provato,  ma si puo' dire che l'unica vera occasione gli e' capitata nel finale di partta ed e' stato  un quasi  autogol di Rugani a dargli la possibilita' di pareggiare , possibilita' che comunque sia non e' arrivata  e anzi abbiamo raddoppiato col neoentrato Bernardeschi che va detto, quando viene messo in campo si sta facendo notare e merita piu' spazio.

Cronaca del match: Con Buffon e Pjanic fuori (il portierone nemmeno in panchina), Allegri rispolvera il 4-2-3-1: in porta c'è Szczesny, in difesa De Sciglio, Barzagli, Benatia e Alex Sandro; a centrocampo la coppia Khedira-Matuidi in appoggio a Cuadrado, Dybala e Douglas Costa; Higuain punta centrale. La riposta dell'Olympiacos è affidata ad un 4-3-3: Proto tra i pali, Elabdellaoui, Engels, Nikolaou e Koutris a formare la retroguardia; Tachtsidis, Romao e Odjidja sulla linea mediana; Pardo, Djurdjevic e Sebà a formare il tridente offensivo. Prima della partita, il club greco omaggia Gigi Buffon: il capitano della Juve riceve il premio Theorosidis, riconoscimento dedicato alla figura dell'omonimo ex presidente della società del Pireo. Visto il contemporaneo forfait di Buffon e Chiellini (rimasto a Torino a causa di una gastroenterite), i gradi di capitano passano all'esperto Barzagli.

Parte bene la Juve, tanto che al 7' arriva la prima palla gol: De Sciglio dalla destra invita Dybala con un pregevole passaggio filtrante, il numero 10 si libera al tiro trovando la buona risposta di Proto in calcio d'angolo. All'11 si vedono i greci: prima è Benatia a chiudere con grande tempismo su un'incursione centrale, poi Szczesny blocca in due tempi un tiro da fuori di Elabdellaoui. Al 16' la Vecchia Signora passa in vantaggio: lancio illuminante dalle retrovie per Alex Sandro che si invola sulla sinistra e una volta raggiunto il fondo serve al centro dove Cuadrado, veloce e preciso, arriva e deposita in rete. Azione perfetta, conclusa ancora meglio per la gioia del settore ospiti che esplode in un boato, reso più nitido dal silenzio del pubblico di casa.

Al 25' è ancora Cuadrado a seminare il panico dalle parti di Proto, ma questa volta il portiere belga (di origine italiana) si salva con coraggio uscendo sui piedi del colombiano. Al 28' il difensore dell'Olympiacos Romao compie una clamorosa ingenuità regalando, con un passaggio orizzontale, la sfera a Douglas Costa che però non ne approfitta a dovere e rimedia solo un corner. Al 37' tocca ad Higuain scuotere la difesa di casa, la girata del Pipita è murata sul fondo. Al 40' Dybala perde malamente il possesso palla a metà campo, Benatia limita però la ripartenza avversaria mettendo in angolo. Non proprio dal corner seguente ma sempre su azione d'angolo l'Olympiacos sfiora il pareggio: Romao di testa gira sul secondo palo, Djurdjevic a botta sicura batte a rete ed è decisivo Szczesny che con un super intervento evita l'1-1. Questa è l'ultima emozione del primo tempo, si va al riposo dopo 45 minuti esatti e con la squadra di Allegri avanti 1-0. Un vantaggio risicato che sarebbe potuto essere più ampio con la giusta cattiveria  ma, sempre per un po' troppa superficialità in determinati frangenti, sarebbe potuto anche essere riequilibrato dal team greco, soprattutto nelle battute finali della prima frazione di gioco.

La ripresa si apre con una novità: il tecnico di casa Lemonis manda in campo Marin in sostituzione di Sebà. I bianconeri (anche stasera di giallo vestiti, come venerdì scorso a Napoli) si gettano all'immediata ricerca del raddoppio, al 50' un assist pregevole per Dybala viene però vanificato dalla posizione di offside della Joya. Sospinto dal tifo dei suoi supporter, l'Olympiacos aumenta la pressione e si presenta con insistenza nella metà campo ospite: al 57' Szczesny é bravo a bloccare un traversone insidioso di Pardo, ma è al 58' che il vice Buffon dimostra tutta la sua bravura opponendosi con una super parata a Marin presentatosi a tu per tu con lui. Allegri capisce che qualcosa non va e al 61' manda dentro Pjanic al posto di Dybala; si passa così al 4-3-2-1. Anche Lemonis decide di operare un nuovo cambio e inserisce Fortounis togliendo Odjidja. Nel frattempo arrivano buone notizie da Barcellona: Alcacer segna l'1-0 sullo Sporting che mantiene i portoghesi alle spalle della Juve.

Al 70' seconda sostituzione anche per mister Allegri: esce Barzagli, che consegna la fascia da capitano a Khedira, entra Rugani. Segue l'ultimo ingresso nei biancorossi di Grecia, ovvero Ben Nabouhane per Djurdjevic. Proprio l'ultimo entrato in casa Olympiacos calcia al 74' una punizione dal limite: palla sulla barriera con Khedira centrato in pieno volto e abbattuto. All'81' ci prova Cuadrado, parata di Proto. Di ben altro spessore la chance capitata al minuto 82' ancora a Ben Nabouhane, che con un colpo di testa sotto misura anticipa la difesa juventina e colpisce la traversa: brividi, non solo causati dal gelido vento del Pireo, per Szczesny. All'84 finisce la gara di Cuadrado, al suo posto c'è Bernardeschi. Il neoentrato impegna subito Proto con un bolide dalla distanza che l'estremo difensore disinnesca con bravura. Poco male per il talento della Vecchia Signora che proprio sul finire dei tempi regolamentari mette il sigillo finale sul match: sinistro preciso sul secondo palo, 2-0 Juve quasi in contemporanea con il raddoppio del Barça sullo Sporting. Finisce così dopo tre minuti di recupero: la Juve sorride e vola agli ottavi di finale. (fonte Torino sportiva.it)

Tabellino : 

OLYMPIACOS (4-3-3): Proto; Elabdellaoui, Engels, Nikolaou, Koutris; Tachtsidis; Romao, Odjidja (dal 16' s.t. Fortounis); Pardo, Djurdjevic (dal 25' s.t. Ben Nabouhane), Sebà (dal 1' s.t. Marin). (Choutesiotis, Botia, Gillet, Androutsos). ALLENATORE: Takis Lemonis.

JUVENTUS (4-2-3-1): Szczesny; De Sciglio, Benatia, Barzagli (dal 25' s.t. Rugani), Alex Sandro; Khedira, Matuidi; Cuadrado (dal 38' s.t. Bernardeschi), Dybala (dal 16' s.t. Pjanic) Douglas Costa; Higuain. (Pinsoglio, Asamoah, Marchisio, Mandzukic). ALLENATORE: Massimiliano Allegri

ARBITRO: David Fernández Borbalán (Spagna).

AMMONITI: Koutris (O), Djurdjevic (O), Nikolau (O), Benatia (J).
RETI: Cuadrado (J) al 16' p.t.; Bernardeschi (J) al 45' s.t.